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Mobilitazione dal basso contro la commercializzazione della salute

Sono 35 le azioni previste in Europa e nel mondo il 7 aprile, Giornata mondiale per il diritto alla salute. In Italia le iniziative fanno parte della campagna "Dico32!", che promuove la salute per tutti. In programma eventi a Milano, Bologna, Napoli, Roma e altre città

04 aprile 2018

BOLOGNA - La salute non è in vendita. È questo il messaggio della mobilitazione lanciata a livello mondiale, europeo e anche in Italia in occasione della Giornata mondiale dedicata al diritto alla salute che si celebra il 7 aprile: oltre 35 le azioni previste in Europa e nel mondo. “In tutta Europa milioni di persone sperimentano difficoltà sempre maggiori nell’accesso alle cure, una riduzione della qualità, la chiusura e la privatizzazione dei servizi sanitari, il deterioramento delle condizioni di lavoro per gli operatori della salute, un aumento dei prezzi dei farmaci e, nel frattempo, gli operatori commerciali in campo sanitario aumentano i loro margini di profitto. Queste politiche avranno effetti catastrofici sulla salute delle persone”, dice Sarah Melsens, coordinatrice della Rete europea contro la commercializzazione della salute che, nella settimana del 7 aprile, ha lanciato la campagna “Un anno per dire no alla commercializzazione della salute, per tutte e tutti” in vista delle elezioni europee del maggio 2019. Tra i punti della campagna, la richiesta di maggiori investimenti in un’assistenza sanitaria di qualità, accessibile a tutta la popolazione, senza l’ingresso di operatori commerciali e lo stop alle politiche di austerità che causano un disinvestimento pubblico nella sanità e nella protezione sociale.

In Italia le iniziative sono coordinate dalla campagna “Dico32! Salute per tutte e tutti!” lanciata a fine 2017 da oltre 100 realtà che condividono l’obiettivo di promuovere e tutelare la salute come diritto e non come merce. Il nome della campagna rimanda all’articolo 32 della Costituzione italiana che definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” e al ribaltamento del “dica 33” del medico perché rimettere al centro ci sono le persone. Il 7 aprile sono in programma iniziative a Milano, Napoli, Roma e Bologna e altre città. “A Bologna è stata una chiamata aperta, non solo sulla sanità perché la salute si costruisce anche in altri ambiti, dall’ambiente all’istruzione”, spiega Chiara Bodini del Centro di salute internazionale, realtà che si occupa di ricerca e formazione in ambito sanitario in chiave partecipata. L’evento si svolgerà a partire dalle 11 in piazza Re Enzo, “creeremo una mappa interattiva della città con i luoghi che fanno salute – continua Bodini – Ci saranno performance sulla salute mentale, si parlerà di salute di genere e di accessibilità universale alla sanità, con riferimento in particolare alle persone straniere”.

Due le assemblee in programma: alle 15 sarà presentato il volume “A che punto è la città” curato dal gruppo bolognese della rivista Gli Asini e dedicato a salute e questioni ambientali, mentre alle 17 il dibattito sarà sulla sanità insieme ai comitati attivi per la difesa del Sistema sanitario nazionale. “Partiremo dal tema delle Case della salute per parlare di questo cambio di organizzazione e di come l’attenzione dei cittadini può essere di controllo e stimolo perché le cose si facciano davvero nell’interesse collettivo”, conclude Bodini. (lp)

 

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