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Dal bullismo alla violenza di genere, "discriminazioni all'ordine del giorno"

L'indagine "Gli italiani e le discriminazioni" di Amnesty e Doxa prova a "fotografare il pensiero dei nostri connazionali" su alcuni fenomeni. Bullismo e violenza di genere sono avvertiti in crescita da almeno 6 italiani su 10. Mentre sono due su dieci a sentire discriminate le coppie dello stesso sesso. Al via la campagna per il 5 per mille

04 aprile 2018

Foto Marco Simonelli/Amnesty International
Femminicidio - Foto Marco Simonelli/Amnesty International

Roma - Per 6 italiani su 10 la violenza sulle donne è aumentata in questi ultimi anni e sempre più spesso si sentono notizie in cui si parla di femminicidio. Ma se fra le donne la pensa così quasi il 70%, fra gli uomini la percentuale arriva solo al 50. Per il restante 40% di italiani il fenomeno e' rimasto invariato, anche se pensano che su social media e giornali se ne parli di piu' (anche in questo caso, a minimizzare sono gli uomini: risponde cosi' il 47% contro il 30% delle donne). E' quanto emerge dall'indagine di Amnesty International in collaborazione con Doxa "Gli Italiani e le discriminazioni" realizzata per capire come i nostri connazionali percepiscono alcuni particolari fenomeni, indicati con i termini di "violenze di genere" o "femminicidi", "omofobia" e "bullismo". Lo studio, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta (18-70 anni), e' stato presentato oggi dall'Organizzazione che dà così il via alla campagna di raccolta fondi con il 5x1000.

Nella realtà, afferma il rapporto di Amnesty, nel 2017 sono stati commessi 355 omicidi, di cui 140 indicati come "femminicidi". Sebbene il numero degli omicidi sia diminuito dell'11% rispetto al 2016, e del 25% negli ultimi 4 anni, il numero dei "femminicidi" è rimasto invariato. Altro fenomeno in crescita, secondo 7 italiani su 10, è quello del "bullismo". Quasi la meta' degli intervistati (45%) pensa che si sia verificato un incremento del fenomeno proprio a causa della grande cassa di risonanza fornita dai social media. Un ulteriore 26% crede che la crescita sia dovuta al costante clima di incitamento all'odio e alla discriminazione presente sui media. Per 1 italiano su 4, invece, il bullismo è sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce. Secondo i dati reali in Italia, un ragazzo su 2, tra gli 11 e i 17 anni, ha subito episodi di bullismo e circa il 20% ne è vittima assidua, cioe' subisce prepotenze più volte al mese.

Foto Marco Simonelli/Amnesty International
Omofobia - Foto Marco Simonelli/Amnesty International

La legge che istituisce le unioni civili per le coppie formate da persone dello stesso sesso, approvata a maggio 2016 dal Parlamento, e' considerata come un passo di civilta' da 1 italiano su 2, che vede un reale cambiamento nei diritti delle persone omosessuali negli ultimi anni. L'86% degli italiani pensa che le persone omosessuali debbano avere gli stessi diritti degli altri. Un italiano su 5, nonostante i progressi fatti, pensa che le coppie omosessuali siano ancora vittime di omofobia.

Le indagini disponibili - afferma Amnesty - dicono che il 40,3% delle persone Lgbti afferma di essere stato discriminato nel corso della vita, il 24% a scuola o in universita' mentre il 22% sul posto di lavoro. In molti casi, secondo le denunce, discriminazioni in tal senso avvengono già tra i ragazzi.

"Le discriminazioni, in ogni loro forma, sono ancora oggi all'ordine del giorno e sappiamo che c'e' ancora tanto da fare - dichiara Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia - La nostra organizzazione si impegna quotidianamente per contrastare questi fenomeni, sensibilizzando l'opinione pubblica e le istituzioni e creando progetti specifici. I risultati della nostre azioni iniziano a vedersi e questo viene confermato dall'indagine Doxa, in cui emerge una maggiore consapevolezza dei nostri connazionali che vedono un cambiamento o, quanto meno, si iniziano a rendere conto del problema".

Foto Marco Simonelli/Amnesty International
Bullismo - Foto Marco Simonelli/Amnesty International

Anche quest'anno Chef Rubio ha deciso di schierarsi al fianco di Amnesty International a sostegno della campagna e della lotta alle discriminazioni: "Per il secondo anno di seguito confermo la mia scelta a sostegno di Amnesty International perché la tutela dei diritti umani riguarda tutti noi ed é fondamentale continuare nelle grandi battaglie per affermare i diritti di chi non ha voce, sia in Italia che nel mondo- dichiara Chef Rubio, cuoco non convenzionale artefice di significative ricette di solidarieta' per persone e situazioni disagiate: dal 'Pasto Sospeso' per migranti e indigenti, ai tutorial di ricette in lingua dei segni per i sordi, alle lezioni di cucina in carcere per i detenuti - E' vero che alcuni passi avanti sono stati fatti, ma non basta. Bisogna lottare ogni giorno, combattere le ingiustizie e proteggere chi ne è vittima. Tutti possiamo fare qualcosa per un mondo più giusto e senza discriminazioni. A cominciare da me, dal mio impegno personale da semplice individuo e poi da personaggio pubblico per promuovere e difendere i diritti e le liberta' civili: donare il 5x1000 ad Amnesty International e' un primo passo che, tra le altre cose, non ci costa niente ma puo' fare tanto". 

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