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"Due milioni per i dentisti dei migranti": ma non è vero. Così una notizia diventa fake

Il caso dei fondi stanziati dalla Regione Toscana per la cura delle persone fragili, tra cui anziani, bambini, disabili e migranti. Tra articoli approssimativi e strumentalizzazioni politiche, il fatto viene distorto e passa il messaggio che la Regione abbia destinato 2 milioni soltanto ai profughi

05 aprile 2018

- FIRENZE - Come fa una notizia a diventare fake? Il meccanismo è semplice e veloce. Proviamo a raccontarlo prendendo come spunto la polemica che si è scatenata in Toscana sulla questione “Dentista sociale per i migranti”. La reale notizia, riportata dal portale ilgiunco.net, è la seguente: “L’Azienda Asl Toscana sud est continua a investire sulle prestazioni ai soggetti fragili, dopo i successi di Siena e Arezzo. Nella zona di Grosseto, partirà giovedì 6 aprile, un percorso pilota di Odontoiatria sociale rivolto alle comunità di richiedenti asilo, ospiti nei centri di accoglienza della città”. 
 
Il progetto, è spiegato nell’articolo de Il Giunco, parte in quanto “si rileva una carenza di informazioni circa l’accesso ai percorsi di cura e prevenzione, pertanto con i migranti e in generale con tutti i soggetti definiti fragili, come anziani e bambini, occorre essere proattivi, prima attraverso un’azione di prevenzione e poi con una programmazione ambulatoriale”. E ancora: “Tutto è partito per volontà della Regione Toscana con una apposita delibera che finanziava un progetto a livello di Area vasta, con un investimento totale di circa 2 milioni di euro, da dedicare alla medicina d’iniziativa, cioè il modello assistenziale e di cura secondo cui informazione, prevenzione e accesso alle cure vengano erogati in modo equo in tutto il territorio e il più possibile vicino a casa del paziente, specialmente in presenza di patologie concomitanti o stadi acuti”. Insomma, 2 milioni di euro destinati alla cura odontoiatrica di tutte le persone fragili, tra cui bambini, anziani, disabili e con loro anche richiedenti asilo, gli interessati della prossima fase
 
Un articolo probabilmente poco chiaro, tanto che, poche ore dopo, il sito del quotidiano Il Giornale riprende la notizia tagliando una parte di contenuti e titolando in questo modo: “Toscana, la trovata: dentista sociale per i migranti”. Nell’articolo viene omesso che il progetto si rivolge a tutte le categorie fragili, dando così l’idea che si tratta di un progetto destinato soltanto ai migranti. Soltanto in fondo all’articolo è scritto quanto segue: “Il costo dell'operazione di medicina proattiva, cioè che si avvicini al paziente e non attenda che arrivi in ambulatorio (magari in ritardo), è stata finanziata con 2 milioni di euro della Regione Toscana”. Insomma, leggendo si corre il rischio di credere che la Regione abbia investito 2 milioni soltanto per la cura odontoiatrica dei richiedenti asilo, cosa non vera.  
 
La polemica divampa quando, dopo l’articolo pubblicato da Il Giornale, il consigliere regionale Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) lancia un comunicato con il seguente grido d’allarme: “Dentista gratuito inaccettabile, dirottare risorse su famiglie italiane”. E ancora: “Non si possono usare i soldi dei contribuenti toscani per gli immigrati prima di aver fatto fronte all'emergenza sanitaria e sociale causata dai pesanti tagli operati dalla sinistra". In realtà, i soldi stanziati dalla Regione servono anche per le famiglie italiane in difficoltà, ma ormai la polemica è scoppiata e inarrestabile. Al comunicato stampa di Donzelli si aggiunge quello di Casa Pound: “In tutto questo decadimento e continue giustificazioni per mancanza di denaro si vedono stanziati dalla Regione Toscana 2 milioni di euro per la cura e la prevenzione odontoiatrica e dell’igiene orale in special modo dei migranti”. Il titolo riportato dal sito Il Giunco è molto semplificativo: “CasaPound: 2 milioni di euro per le cure odontoiatriche dei migranti e si taglia la sanità”.
Insomma, rischia di passare il messaggio, per un lettore disattento o che semplicemente non ha tempo per trovare i dettagli del progetto, che la Regione spenda 2 milioni per curare i denti dei migranti. La notizia però è una fake, ma il suo percorso è stato incontrollabile, costringendo a una smentita, nella tarda serata di ieri, l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, e la Asl, che “ritiene opportuno puntualizzare le notizie sul servizio di Odontoiatria sociale, uscite in modo parziale nella stampa”.
 
Nella nota diffusa dalla Asl si precisa che “nel 2014 la Regione Toscana ha stabilito che l’odontoiatria pubblica fosse una priorità per i cittadini toscani e con la delibera regionale n.426/2014 ha stanziato per tutta la Toscana 2 milioni di euro di finanziamento per implementare l’offerta odontoiatrica a favore delle persone fragili”. In particolare, alla Asl di Grosseto sono andati 307.250 euro, grazie ai quali sono stati assistiti “circa 2000 bambini delle seconde elementari, circa 50 pazienti tra minori e adulti non collaboranti che hanno effettuato prestazioni odontoiatriche in anestesia generale”. E poi sono stati fatti numerosi “corsi di preparazione al parto per la cura e l’igiene orale delle donne in gravidanza; visite specialistiche di medici odontoiatri agli anziani ospiti presso le Rsa; giornate formative per operatori socio-sanitari e ospiti della Residenza Il Sole di Grosseto; presa in carico con percorso dedicato in ospedale di pazienti a rischio con vulnerabilità sanitaria; erogazione gratuita di protesi odontoiatriche in soggetti con vulnerabilità sociale”. E infine, è specificato, “sulla base di questo concetto di assistenza e cura odontoiatrica delle persone fragili, rientrano i richiedenti asilo per i quali qualche giorno fa dopo un incontro in Prefettura è stata prevista una giornata di valutazione da parte di un’igienista per prevenire le urgenze odontoiatriche che prevedono l’accesso al pronto soccorso”. 
 
Un giro di polemiche, comunicati stampa, articoli per un fatto che non sussiste. Tanto tempo sprecato sull’altare della diatriba politica, senza che nessuno degli scettici si sia preso la briga di andare a verificare esattamente come stessero realmente le cose.
 

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