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Ai domiciliari con quattro figli minorenni: “Sfratto in vista, aiutateci”

Da Palermo un appello per aiutare una coppia di mezza età con quattro figli, tutti minori: intimato lo sfratto, cercano una nuova sistemazione e un sostegno. Lui ha una disabilità, con la moglie sono entrambi agli arresti domiciliari. E alle incombenze familiari pensa la figlia quindicenne

07 aprile 2018

PALERMO – Hanno ricevuto lo sfratto lo scorso 27 febbraio e vivono l’angoscia e la paura di essere costretti a lasciare la casa in cui abitano, che non hanno potuto pagare: è la situazione drammatica di una giovane coppia di Palermo in stato di povertà: lui e lei sono agli arresti domiciliari e con loro vivono quattro figli, tutti minorenni. Alla signora Laura, che ha 45 anni, i domiciliari sono stati concessi perché ha un figlio di un anno di cui si deve occupare, mentre Salvatore, il marito, ha un problema di disabilità molto grave che lo costringe a stare a letto. 
 
La segnalazione della situazione arriva da un volontario di una congregazione religiosa, che da alcuni mesi segue la famiglia cercando di capire attraverso quali strade poterla aiutare. "Qualcuno ci aiuti per favore, perché abbiamo tanti problemi e da soli non ce la facciamo", ha detto la signora Laura al volontario. Per fare fronte ai bisogni primari, legati soprattutto alla presenza dei figli, che vanno tutti regolarmente a scuola, la famiglia, per il momento, viene assistita dai parenti oltre che da alcuni volontari di associazioni. Il nucleo familiare è iscritto attualmente nella graduatoria ordinaria dell'emergenza casa e anche in quella di emergenza straordinaria legata alla priorità nei casi di disabilità per l'assegnazione dei beni confiscati.
 
Nonostante qualche timida rassicurazione sia venuta da un'assistente sociale, la paura della famiglia di rimanere senza casa in questo periodo è cresciuta proprio perché il proprietario della casa sembra deciso a proseguire tutte le misure legali finalizzate a riappropriarsi dell'immobile. L'appello che viene rivolto al comune ma anche a tutta la rete di associazioni che si occupano di sostenere le famiglie in difficoltà è quello che alla famiglia possa essere trovata un'altra sistemazione, seppur provvisoria, almeno in attesa di completare tutto il debito con la giustizia e potere creare in un secondo momento le condizioni per un accompagnamento all'autonomia. Inoltre, sarebbe opportuno per la serenità del nucleo familiare che la famiglia rimanesse unita proprio in considerazione del fatto che i figli sono molto piccoli e tutti minorenni, rispettivamente di 15 anni, 11, 7 e un anno.
 
Per questo motivo, è stata fatta anche la richiesta al tribunale affinché la signora Laura possa almeno fino al compimento dei 3 anni del bambino più piccolo proseguire la sua pena agli arresti domiciliari, in modo che si possa anche occupare di assistere il marito. Ad aggravare, infatti, la situazione familiare è lo stato di salute del signor Salvatore che ha una spondilite anchilosante acuta (al momento percepisce una pensione di invalidità di 298 euro mensili, ha fatto domanda anche per l'indennità di accompagnamento). Considerato che la coppia non può uscire di casa, a farsi carico di tutte le incombenze familiari è al momento la figlia minorenne più grande, che però ha solo 15 anni. (set)
 

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