:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Migranti, le ong sui minori respinti: Italia e Francia violano i diritti

Una dura condanna nei confronti dei respingimenti di minori stranieri non accompagnati effettuati dalle autorità francesi alla frontiera di Ventimiglia, ma anche delle violazioni dei diritti dei minori stranieri soli perpetrate in Italia. È quanto si legge in una lettera inviata alla Commissione Ue da Intersos, Asgi, Terre des Hommes, Oxfam, Caritas di Ventimiglia e Diaconia Valdese

10 aprile 2018

Una dura condanna nei confronti dei respingimenti di minori stranieri non accompagnati (Msna) effettuati dalle autorità francesi alla frontiera di Ventimiglia, ma anche delle violazioni dei diritti dei Msna perpetrate in Italia. È quanto si legge in una lettera inviata alla Commissione europea e alle autorità italiane dall'organizzazione umanitaria Intersos, Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) Terre des Hommes Italia, Oxfam Italia, Caritas Diocesana di Ventimiglia - Sanremo e Diaconia Valdese.

La lettera si rivolge alla Commissione europea chiedendo di verificare se le competenti autorita' italiane e francesi abbiano violato la normativa europea, valutando se sussistano gli estremi per l'apertura di una procedura d'infrazione. Al ministro dell'Interno si richiede di rafforzare le "ispezioni nei centri di accoglienza e di garantire un'adeguata informazione ai Msna in merito al diritto al ricongiungimento", sottolineando in particolare come "solo se le procedure di ricongiungimento diventeranno piu' celeri potra' ridursi il numero di minori che tentano di raggiungere i parenti attraversando irregolarmente le frontiere interne all'Unione europea". Infine, al ministro degli Affari esteri, le organizzazioni rivolgono la richiesta di "adottare nei confronti delle competenti autorita' francesi tutte le misure necessarie affinche' cessino i respingimenti illegittimi di Msna". 

Gravi le violazioni registrate nel monitoraggio alla frontiera da parte delle autorita' francesi e gia' oggetto del rapporto "Minori stranieri non accompagnati lungo le frontiere nord italiane" promosso da Intersos con il supporto di Open Society Foundation nel corso del 2017. "Come e' noto - si legge nella lettera - ai sensi del Regolamento Dublino e della giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, i minori non accompagnati che presentano domanda d'asilo in Francia, non possono essere rinviati in Italia: a differenza degli adulti, infatti, ai MSNA non si applica il criterio del paese di primo ingresso. Nel caso in cui invece il minore non manifesti la volonta' di presentare domanda d'asilo in Francia (spesso perche' non adeguatamente informato di tale diritto), e venga fermato nella zona di frontiera, le autorita' francesi potranno respingerlo in Italia. La normativa francese stabilisce pero' precise garanzie che devono essere rispettate nel caso di respingimento di un Msna: in particolare deve essere nominato un tutore provvisorio (c.d. "administrateur ad hoc") e il respingimento non puo' essere effettuato prima del termine di 24 ore (c.d. "jour franc")".

Tali norme e garanzie vengono costantemente disattese dalla polizia di frontiera francese. Non solo i minori fermati n on vengono messi nella condizione di presentare domanda di asilo, ma il respingimento viene effettuato immediatamente, senza che sia nominato l'"administrateur ad hoc" e senza attendere la scadenza del termine di 24 ore previsto dalla legge francese. Un comportamento che espone i minori, che tentano nuovamente di attraversare la frontiera, al controllo dei trafficanti e in alcuni casi al rischio della vita.

Il Tribunale di Nizza, con ordinanza del 22 gennaio 2018, ha riconosciuto per le prima volta le violazioni delle garanzie previste dalla normativa francese, ordinanza ribadita in seguito di fronte ad altri 20 ricorsi. "Successivamente alla abbiamo sentenza da parte del Tribunale di Nizza - sottolineano le organizzazioni - osservato da parte della polizia francese l'introduzione di una pratica di identificazione come maggiorenni di persone che si dichiarano minorenni e che erano stati precedentemente identificati come minorenni in Italia".

Gravi le mancanze anche dal lato italiano, legate in particolare all'estrema lunghezza dei tempi di esame delle domande di ricongiungimento famigliare, alla mancata informazione nei confronti d minori e alle condizioni dei centri di accoglienza. "In molte citta' - affermano le organizzazioni - i minori non riescono a presentare domanda d'asilo e quindi avviare la richiesta di ricongiungimento se non dopo molti mesi dall'arrivo, in violazione delle norme italiane ed europee che stabiliscono l'obbligo della questura di formalizzare la domanda di protezione internazionale entro tre giorni dalla manifestazione di tale volonta' da parte del richiedente, prorogabili di dieci giorni lavorativi in presenza di un elevato numero di domande".

Nel monitoraggio effettuato a Ventimiglia, "molti minori, anche dopo diversi mesi dal loro arrivo, non erano stati iscritti a scuola ne' a corsi di formazione, non era stato loro rilasciato un permesso di soggiorno ne' avevano potuto presentare domanda d'asilo, non avevano un tutore ne' altre figure adulte di riferimento che si prendessero cura di loro. Alcuni hanno lamentato addirittura il mancato soddisfacimento di bisogni primari, quali la disponibilita' di cibo, vestiti e spazi adeguati, e l'inadeguata protezione da violenze e abusi".

"Fino a quando non miglioreranno le condizioni di accoglienza - concludono quindi le organizzazioni - un elevato numero di minori continueranno ad allontanarsi dalle strutture, per cercare altrove migliori opportunita'. Si ricorda come, al 28 febbraio 2018, 4.307 Msna risultavano irreperibili, essendosi allontanati dalle strutture di accoglienza in cui erano stati collocati". (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa