Alfie Evans, l’ultimo tentativo: “Lo portiamo via di qui”

A poche ore dal distacco del respiratore, la famiglia tenta il tutto per tutto provando a trasferire il piccolo in un ospedale all’estero con l'aiuto di una équipe medica polacca. La polizia ferma tutto, poi si avvia una trattativa di fatto ancora in corso

13 aprile 2018

ROMA - L’ultimo tentativo, ormai disperato, dei genitori di Alfie Evans: portare via il proprio figlio dall’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool e a bordo di un’ambulanza condurlo in aeroporto per decollare verso un ospedale in Italia o in Germania. E’ ciò che Tom e Kate Evans hanno tentato di fare nella serata di giovedì 12 aprile: un’azione da “tutto per tutto” che ha prodotto ore di trattative fra le due parti il cui risultato finale è ancora incerto. Il tutto, a una manciata di ore dal previsto distacco del respiratore, fissato - a quanto è dato sapere - per le ore 12 di venerdì 13 aprile. Azione che in attesa degli sviluppi - ha reso noto la famiglia - è stato rinviato e non sarà dunque realizzato nella giornata del 13 aprile.

Il tentativo di trasferire Alfie altrove, reso noto in un video postato su Facebook dallo stesso padre del ragazzo, è stato inizialmente fermato dalla struttura sanitaria, che ha chiamato la polizia, mentre all’esterno dell’ospedale una folla si radunava per chiedere la “liberazione” di Alfie. Notizie contrastanti si sono rincorse per l’intera serata inglese, con alcune voci che davano per certo il successo del tentativo dei genitori e altre che invece sottolineavano come la polizia, intervenuta su richiesta dell’Alder Hey, avesse di fatto impedito ogni trasferimento.

Nel video postato da Tom Evans, il padre di Alfie mostra il piccolo e un macchinario portatile per la ventilazione e afferma, con evidente agitazione:”Questo è mio figlio… Questo è un ventilatore, abbiamo la ventilazione. Sto tremando, non mi fanno uscire da qui, stanno chiamando la polizia. Qui davanti ho mio figlio innocente. Come possono farci questo?”.

La base giuridica per l’azione di trasferimento intrapresa dalla famiglia è fondata sulla loro potestà genitoriale, che nessun pronunciamento giudiziario aveva fino a quel momento messo in discussione. Il padre di Alfie ha reso noto un parere legale redatto da Pavel Stroilov del Christian Legal Centre, lo studio legale che ha curato gli interessi della famiglia. “Caro Tom, mi hai chiesto di chiarirti - si legge nel testo - se sarebbe legale da parte tua portare via tuo figlio dall’ospedale Alder Hey senza il consenso dell’Ospedale. Nella situazione di Alfie, questo sarebbe praticabile solo col supporto di un team di professionisti medici con il necessario equipaggiamento medico. Al di là di questo, posso confermare che per la legge inglese questo spostamento sarebbe legale”. “Alfie è in ospedale - continua la nota - solo perché voi, suoi genitori, avere volontariamente richiesto i suoi servizi medici. Alfie mantiene il diritto alle dimissioni volontarie dall’ospedale. Non è prigioniero. Data la sua minore età siete voi, come suoi genitori, a decidere le dimissioni volontarie o di restare in ospedale. L’effetto dei decreti del Giudice Hayden nell’Alta Corte è di rendere legale da parte di Alder Hey rimuovere la sua ventilazione artificiale e di proteggere l’Alder Hey e il suo staff dalla responsabilità legale per questa azione. Non è intenzione o effetto della sentenza eludere la libertà personale di Alfie o dei vostri diritti genitoriali. Rimane legale per un diverso team medico, col vostro consenso genitoriale, fornire ad Alfie il trattamento medico che ritengono professionalmente più appropriato”. “Come sai, il Giudice Hayden ha emesso un’ulteriore ordinanza che stabilisce che la rimozione della ventilazione di Alfie avvenga alle ore 12 di questo venerdì 13 aprile. La posizione legale potrebbe diventare eventualmente più complicata se qualcuno all’interno della giurisdizione dell’Alta Corte continuasse a fornire la ventilazione dopo quel momento. Tuttavia non c’è dubbio che, fino a quel momento, resta totalmente legale provvedere alla ventilazione di Alfie; e questo può essere fatto da un fornitore di servizi medici di vostra scelta. Per questi motivi, dal punto di vista legale, è vostro diritto andare all’Ospedale Alder Hey con un team di medici professionisti, con il loro equipaggiamento di supporto vitale, e portare Alfie in un altro posto che voi ritenete migliore per lui. Per farlo non avete bisogno di alcun permesso da parte dell’Ospedale Alder Hay Hospital o da parte del Tribunale. Spero che questo chiarisca la questione”.

Intorno a questa posizione giuridica, e alla domanda se l’ospedale di Liverpool potesse o no legalmente impedire alla famiglia di trasferire altrove il piccolo Alfie, si è avviato, a partire dalla tarda serata di giovedì 12 aprile, un nuovo confronto fra l’Alder Hey e gli avvocati degli Evans. Si è diffusa voce che l’ospedale stesse richiedendo un ordine di protezione per Alfie, o che fosse stata avanzata dai servizi sociali la richiesta legale di privare i due genitori della patria potestà. Ma negli stessi minuti sui canali social veniva attribuita a fonti vicine alla famiglia l’ipotesi che un trasferimento aereo potesse effettivamente realizzarsi all’alba del 13 aprile o anche successivamente, con l'assistenza medica garantita da una équipe medica incaricata a tal fine dalla famiglia, équipe proveniente dalla Polonia. E veniva richiesto ai manifestanti in attesa all’esterno dell’ospedale di proseguire in una protesta silenziosa e pacifica per rispetto a tutti gli altri piccoli pazienti ricoverati nella struttura, nell’attesa dell’arrivo di notizie più chiare sulla situazione. (ska)

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