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Giornata della voce, i doppiatori “donano” la propria a chi l'ha persa

Si chiama “#unaparolapernemo” l'iniziativa del Centro Clinico NeMO, per creare una “banca della voce”. Arriva ora il contributo di Pino Insegno e Gran Premio internazionale del doppiaggio: i doppiatori dei grandi attori registreranno un archivio di frasi che potranno sostituire la voce metallica sintetizzata dei comunicatori elettronici

13 aprile 2018

- ROMA – Non solo potranno parlare, ma potranno farlo con la voce dei grandi attori: è la possibilità offerta a chi ha perso la propria voce – a causa di una malattia o una disabilità – dall'iniziativa “#Unaparolapernemo”, promossa in occasione della prossima Giornata mondiale della voce (16 aprile) da Centro Clinico Nemo, Pino Insegno e Gran premio internazionale del doppiaggio. Sono loro ad aver chiamato a raccolta i doppiatori italiani, che registreranno un archivio di messaggi che potrà essere utilizzato dai comunicatori elettronici. 

Con questa nuova iniziativa continua l’impegno del Centro Clinico NeMO, iniziato qualche mese fa e che ha invitato tutti a donare una parola, registrandola attraverso una App dedicata: a oggi sono migliaia le parole pervenute, che vanno dai saluti, dai messaggi d'amore, ai nomi di alcune squadre di calcio e, persino, ad alcune parolacce. 

I messaggi registrati ogni volta da ciascun doppiatore saranno circa 3.600, si avvicineranno il più possibile ai bisogni e alle esigenze delle persone che vivono l’esperienza della malattia ma coglieranno anche gli usi, i costumi e i modi di dire più significativi che appartengono alla lingua italiana. Non solo, ogni paziente coinvolto potrà scegliere quei messaggi che sono più rappresentativi della sua personalità e dei suoi interessi: potrà far registrare i nomi dei propri cari o le affermazioni e le esclamazioni che lo contraddistinguono. In pratica, ogni doppiatore professionista farà una vera e propria “adozione” nel tempo, nel processo di personalizzazione della banca della voce destinata ad ogni paziente. 

“La voce è parte fondamentale dell’identità di ognuno di noi e perderla compromette profondamente il benessere psicologico della persona – evidenzia Alberto Fontana, presidente del Centro Clinico NeMO - Grazie ai doppiatori, le persone costrette dalla malattia ad utilizzare un comunicatore elettronico potranno contare sulla voce di professionisti, capaci di farci emozionare tante volte da spettatori. Speriamo siano tante le persone che seguano il loro esempio, così da completare il prima possibile il vocabolario delle parole”. 

"Ho sempre amato prestare la mia voce per raccontare grandi storie attraverso i corpi di altri attori – assicura Pino Insegno, attore e doppiatore - Grazie al progetto del centro clinico NeMO, potrò regalare la mia voce a chi l'ha persa a causa della malattia, per dargli la possibilità di tornare a comunicare con le persone care e, in fondo, a raccontare nuovamente una storia: la propria". 

Le parole “donate”. Ciao", "buona giornata", "ti voglio bene", "speranza", "mamma" ma anche "calcio", "rigore", "gol", "allitterazione", "camaleonte" e "gazpacho": sono solo alcune delle tante parole che gli italiani in questi mesi hanno voluto donare al Centro Clinico NeMO, nell'ambito della campagna “#unaparolapernemo”. La categoria di vocaboli più nutrita è quella che raccoglie le espressioni di saluto e le esclamazioni (36,7%), seguita dalle parole legate a sentimenti ed emozioni (26,9%), da quelle di uso comune e dai nomi propri (19,7%), a quelle che esprimono bisogni affettivi e concreti (abbracciami, ho fame, ho sete – 10%), fino a quelle legate al cibo e alla tavola e dai verbi di uso più frequente. E’ ancora possibile contribuire a questo progetto di raccolta delle voci, scaricando la App NeMO-MY VOICE e registrando una semplice parola, che verrà inviata dall’App stessa in un vocabolario posto nel cloud: un archivio della voce che supporterà tutte le attività del Centro Clinico NeMO legate alla messa a punto del progetto “Banca della Voce”. 

La campagna #unaparolapernemo è realizzata con la collaborazione della Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus, impegnata da anni nel sostenere la ricerca scientifica sulla Sla e da sempre al fianco del Centro Clinico NeMO e gode del patrocinio di Asila onlus, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, punto di riferimento da oltre trent’anni per l’assistenza delle persone con SLA e tra i Soci Fondatori del Centro Clinico NeMO. 

Il Centro Clinico NeMO (NeuroMuscular Omnicentre) è un centro clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le distrofie muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA). Si tratta di patologie altamente invalidanti con un grave impatto sociale, caratterizzate da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenziali, per le quali, purtroppo, al momento non c’è possibilità di guarigione. Queste malattie interessano attualmente circa 40.000 persone in tutto il Paese. Il Centro Clinico NeMO ha quattro sedi sul territorio nazionale: Milano, Roma, Messina e Arenzano (Genova). 

Il Gran Premio Internazionale del Doppiaggio 2018 è il premio più ambito e riconosciuto nel panorama del doppiaggio italiano, che quest’anno celebrerà la X edizione e, come ogni anno, premierà i migliori doppiatori, gli adattatori dei dialoghi, i direttori di doppiaggio e i tecnici di sala, oltre ai migliori doppiaggi di film e serie tv usciti nel corso dell’anno. Nato per dare visibilità e riconoscibilità all’arte del Doppiaggio quale eccellenza italiana riconosciuta, è un evento che vede coinvolto il gotha del mondo del Doppiaggio, le maggiori case di distribuzione italiane ed internazionali e le principali cariche Istituzionali legate al mondo della cultura e dello spettacolo.

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