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In carcere entra il design: architetti e detenuti progettano spazi e arredi

Mostra nell'ambito del Fuorisalone di Milano. Gli arredi, pensati per essere più adatte alla vita dei reclusi e alla mancanza di spazio, verranno montati in una cella del carcere di Bollate per testarli e arrivare a produrli in serie

17 aprile 2018

MILANO - Dopo la libertà e gli affetti, quel che manca di più a ogni detenuto è lo spazio. In cella non c'è spazio. Uomini, arredi e oggetti di vita quotidiana devono stringersi in pochi metri quadrati. E allora la grata della finestra diventa la dispensa dei cibi che, almeno in inverno, possono stare al freddo. Il bagno è l'unico angolo in cui ci si può sedere. Dato che gli armadietti sono ridotti al minimo, ogni altro arredo (come per esempio la rete del letto) diventa un punto a cui agganciare qualcosa. Un gruppo di architetti e -designer, insieme ad alcuni detenuti del carcere di Bollate, ha provato però a immaginare una cella diversa. Stessi metri quadrati, ma con arredi diversi, più funzionali. È nato così il progetto "FornitureforAll!". E la prima tappa di questo progetto è la mostra, "Stanze sospese", che è visitabile alla Società d'incoraggiamento d'arti e mestieri (in via Santa Marta) a Milano, nell'ambito delle iniziative del Fuorisalone.

Designer e detenuti hanno lavorato insieme per sei mesi e sono arrivati a progettare una cella in cui il letto a castello riserva preziosi angoli per il guardaroba, alle pareti ci sono "barre multiuso" che possono trasformarsi in mensole, appendi abiti o possono sostenere anche un tavolino smontabile e le sedie. Il tutto in plastica dura riciclata. Nella mostra "Stanze sospese" il visitatore trova tre celle: una che riproduce una vera cella del carcere di Bollate, una riprogettata con le soluzioni alternative e la terza con alcuni arredi pensati per le stanze dell'Icam, l'Istituto di custodia attenuata in cui sono rinchiuse le detenute con figli piccoli fino a cinque anni d'età. Per i bambini è stata progettata una sedia che si può modificare man mano che cresce e uno sgabello che include anche un gioco da tavolo.

“FurnitureforAll!” è un progetto di design sociale nato dal dialogo tra la Fondazione Allianz Umana Mente. La produzione dei prototipi è stata realizzata dal Polo formativo Legno Arredo, mentre il laboratorio di falegnameria Arteticamente della Fondazione Sacra Famiglia ha prodotto alcuni arredi del progetto e una serie di gadget da distribuire a giornalisti e avventori. Gli arredi prototipati per la mostra “Stanze sospese" verranno montati nel carcere di Bollate per essere testati e modificati con l'intento arrivare a produrli in serie. (dp)

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