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"Abbracciate gli ostacoli": la vita di Iacopo Melio diventa un libro

Si chiama "Faccio salti altissimi" ed è il libro-biografia in cui il giovane disabile, fondatore della campagna #vorreiprendereiltreno, racconta il suo rapporto con la vita: "Il male può capovolgersi in bene, se lo sappiamo valorizzare"

20 aprile 2018

- FIRENZE – “Ho scelto di abbracciare gli ostacoli, invece di saltarli”. Quello di Iacopo Melio, il giovane disabile fondatore della campagna #Vorreiprendereiltreno, è un libro che fa bene a tutti. A tutti quelli che si trovano a vivere un momento particolarmente difficile. Attraverso un linguaggio semplice e spesso ironico, quello di Melio diventa un inno alla rinascita. Un insegnamento che vale per tutti: trasformare le condanne apparenti, in vere e proprie benedizioni per ripartire. Questa, più o meno, è stata la sua vita. E’ nato con la sindrome di Escobar, i medici gli avevano predetto un futuro brevissimo. E invece eccolo qua, a scrivere libri e lanciare campagne che spostano le decisioni politiche e scuotono il web. “Perché anche il male può capovolgersi in bene, se lo sappiamo valorizzare”.

Il libro biografia di Iacopo Melio si chiama ‘Faccio salti altissimi’, (Mondadori, 165 pagine). Il viaggio parte quando era ancora nella pancia della madre, quella che lui chiama sempre “la mi’ mamma”, usando il suo linguaggio fiorentino. E’ un libro dove affronta tematiche molto intime e delicate e dove racconta i numerosi episodi di cyber bullismo ricevuti. E poi le sue risposte senza perdere il sorriso, convinto che le barriere non siano quelle architettoniche, ma quelle mentali. 

Melio lo scrive spesso: la disabilità non esiste. “Siamo noi a creare la disabilità nel momento in cui non forniamo all’individuo i giusti strumenti per poter essere libero di costruire il proprio futuro, di progettare la vita che desidera. La peggiore disabilità resterà sempre la stessa: l’insensibilità”. Certo, la disabilità non è una condizione facile in cui vivere: “Girare il mondo è una cosa che a me manca terribilmente e che vorrei potesse fare almeno mia sorella”. E poi gli attacchi di panico, il raffreddore che diventa infernale, le crisi respiratorie, la psicoanalisi, le difficoltà di utilizzare i mezzi pubblici, gli eccessivi atti di pietismo da parte degli altri. Eppure, “diciamoci la verità: toccare un po’ il nero del fondale non fa male, se ci permette di apprezzare di più la bellezza del cielo quando torniamo a galla. Lasciamoci annegare, ogni tanto. Che di correnti favorevoli, a cullarci in salvo, se ne trovano sempre”. La corrente favorevole, a Melio, è arrivata un giorno come tanti, dopo quel post in cui chiedeva alle istituzioni servizi pubblici migliori per i disabili: “Vorrei prendere i mezzi pubblici perché sono stanco di essere single per scelta”. Quel post, con titolo “Sono single per forza, non piglio l’autobus”, giocava sul ruolo dei mezzi pubblici come luogo di conoscenza delle persone. Il post divenne virale ed è stata la fortuna professionale di Iacopo Melio, che da quel giorno è diventato un simbolo delle battaglie sulla disabilità.

Insomma, dietro qualsiasi tempesta c’è sempre la quiete e la gioia di vivere. E poi, l’importante è accettarsi: “Quando ho iniziato ad accettare il mio corpo, ho trovato anche chi ha saputo accoglierlo, valorizzarlo e prendersene cura molto più di quanto io stesso avessi fatto prima”. Ecco perché Melio invita tutti a “preoccuparsi meno di ciò che pensano gli altri” perché “gli altri ci vedono anche, o soprattutto, in base a come noi vogliamo che ci vedano”.
Un libro pieno di consigli, per sentirsi meno soli. Un libro soprattutto per i giovani. “Ho scritto questo libro per sentirmi vivo. L’ho fatto per ricordare e ricordarmi che non dobbiamo avere paura di sbagliare, che i nostri errori sono solo tentativi di sbagliare più forte, che vivo con le ruote per terra, ma faccio salti altissimi”.

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