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Azzardo, in Toscana 1.500 giocatori dipendenti in cura

In cinque anni il gioco d’azzardo è aumentato del 44%. La Regione correi ai ripari stanziando oltre 3 milioni alle aziende sanitarie per attivare azioni di prevenzione, cura e riabilitazione

20 aprile 2018

- FIRENZE – In cinque anni il gioco d’azzardo è aumentato del 44%. Sono i dati toscani relativa ai pazienti in cura presso le Asl. L'utenza con disturbo da Gioco d'azzardo rappresenta circa il 10% del totale dei pazienti trattati dai servizi (tossicodipendenti e alcoldipendenti). Il trend è in aumento: il 2017 ha avuto un incremento di 101 pazienti rispetto al 2016. Il totale dei pazienti nel 2017 è di 1.465, di cui 439 nuovi utenti: 287 le femmine, 1.178 i maschi. La fascia di età rappresentata maggiormente nei servizi è quella che va dai 50 ai 59 anni, pari al 28% dell'utenza. Si rilevano anche 7 pazienti al di sotto dei 20 anni, mentre il 21% dei pazienti ha un'età superiore ai 60 anni. Da un'indagine telefonica effettuata con i referenti dei servizi per le dipendenze delle Asl toscane emerge che la dipendenza primaria deriva dalle slot machine (circa il 70%) seguita dai Gratta e Vinci, dalle scommesse, dal lotto e dalle Video Lottery.

Di fronte a questi dati, la Regione correi ai ripari stanziando oltre 3 milioni alle aziende sanitarie per attivare azioni di prevenzione, cura e riabilitazione per le persone con disturbo da gioco d'azzardo. Fanno parte del finanziamento indistinto dei Livelli Essenziali di Assistenza assegnato alla Regione Toscana, che con una delibera approvata nel corso dell'ultima seduta di giunta li ripartisce tra le aziende sanitarie, in base alla popolazione residente. La delibera impegna le aziende a realizzare azioni conformi alle indicazioni nazionali e regionali in materia di contrasto alla ludopatia, e a potenziare i servizi pubblici preposti alla prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da disturbo da gioco d'azzardo.

La Regione Toscana è impegnata da tempo in azioni di contrasto al gioco d'azzardo patologico, un fenomeno che, secondo stime dell'Ars, l'Agenzia regionale di sanità, coinvolge 20.000 persone (ma i ludopatici "certificati" sono solo 1.400). Il contrasto al Gap ha assunto negli anni un'importanza sempre maggiore, sia a livello nazionale che regionale. Una legge nazionale del 2015 ha disposto uno specifico fondo per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da Gap.

Nel luglio 2017 la Regione ha varato un Piano regionale di contrasto al gioco d'azzardo patologico, che prevede, tra l'altro, l'attivazione del numero verde regionale di informazione, prevenzione e ascolto, interventi di informazione e prevenzione nelle scuole e attraverso i social network, la campagna regionale "No Slot", interventi di formazione, ricerca, monitoraggio.

"Come Regione Toscana siamo da tempo impegnati nella lotta a tutti i tipi di dipendenza - dice l'assessore Stefania Saccardi - Quella dal gioco d'azzardo è sempre più preoccupante, perché coinvolge un numero crescente di persone di tutte le età, che si lasciano tentare dal giocco, fino a far diventare questa passione una vera patologia. Con il Piano varato ne luglio scorso abbiamo voluto mettere in campo azioni e iniziative a più livelli - informazione, prevenzione, formazione, ricerca, monitoraggio - per contrastare in maniera più decisa ed efficace il gioco d'azzardo patologico. Ora distribuiamo alle aziende i fondi per attuare concretamente queste azioni".

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