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Sedia a ruote troppo grande, niente trasferta a Roma per il tifoso del Liverpool

La denuncia di Daniel Wakefield, 31 anni, tifoso del Liverpool, che ha fatto tutto il necessario per assicurarsi la trasferta a Roma per la semifinale del 2 maggio. Ora però la compagnia aerea gli ha comunicato che la sua sedia a ruote è troppo alta e non potrà essere imbarcata...

24 aprile 2018

Daniel Wakefield

ROMA – Passeggeri con disabilità in aereo? Nessun problema (o quasi), a meno che la sedia a ruote non sia troppo ingombrante. Una condizione limitante, che Daniel Wakefield, 31 anni, accanito tifoso del Liverpool, ha scoperto solo pochi giorni fa. E che rischia di far saltare il suo programma di trasferta a Roma, previsto per il prossimo 2 maggio, giorno in cui si disputerà la semifinale di ritorno della Champions League. 

Daniel ha prenotato un volo charter di andata e ritorno con “Jet2” attraverso la società Sport Options, ma ha ricevuto dalla compagnia aerea una comunicazione che non aveva previsto: la sua sedia a ruote elettrica non risponde ai requisiti previsti per il bagaglio in stiva, perché è alta 120 cm. Sul sito web della compagnia – di questa, ma di quasi tutte le compagnie aeree – sono previste infatti una serie di limitazioni al trasposto dell'ausilio, tra cui appunto le dimensioni. “Jet2”, nello specifico, prevede che “gli ausili per la mobilità elettrica che superano 81 cm di altezza saranno trasportati solo se l'altezza può essere ridotta piegando o rimuovendo il sedile per consentirne il passaggio attraverso la porta dell'aeromobile”. Niente da fare, quindi, per la sedia a ruote di Daniel, che però non può farne a meno, a causa della sua atrofia muscolare spinale. 

Wakefield ha quindi deciso di denunciare la vicenda al “Liverpool Echo”, definendola un “disonore” e “un enorme errore della compagnia aerea”, dovuto a “una scappatoia” prevista dalla legge. “La norma prevede che gli aeroporti possano rifiutarsi di accettare sedie a ruote se l'aereo non è adatto a causa delle sue dimensioni, o per altri motivi che rendono fisicamente impossibile trasportare le persone su sedia a rotelle. Questa è ovviamente una scappatoia che i vettori possono sfruttare – commenta Daniel – Ora, tutto quello che voglio fare è avere la possibilità di vivere la vita e viaggiare senza problemi senza dover far salti mortali, proprio come tutti gli altri. Non sono il tipo di persona che si lamenta, ma sento che è giunto il momento di parlare apertamente, perché le cose sembrano peggiorare, piuttosto che migliorare, e situazioni come questa sono sempre più diffuse in tutti i settori della società. Questo è inaccettabile, le leggi devono cambiare per assicurare una migliore protezione alle persone disabili come me”.

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