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Morti in mare. Esce Mediterraneo, la graphic novel sulla strage silenziosa

E’ la storia di un mare che, per vergogna e pudore, ha deciso di ritirare le sue acque, svelando tutto ciò che finora ha nascosto. È il racconto di un viaggio, come quello intrapreso da migliaia di persone migranti, che, al posto del mare incontrano una profondità arida di sabbia e corpi

24 aprile 2018

Mediterraneo graphic novel

ROMA – E’ la storia di un mare che, per vergogna e pudore, ha deciso di ritirare le sue acque, svelando tutto ciò che finora ha nascosto. È il racconto di un viaggio, come quello intrapreso da migliaia di persone migranti, tra cui la protagonista Amalia che, al posto del mare incontrerà una profondità arida di sabbia e corpi: ciò che resta di quella che una volta era la culla delle culture. Si chiama “Mediterraneo”, la graphic novel che descrive il più grande cimitero d’Europa nella sua semplice crudeltà. La pubblicazione numero 100 per Round Robin Editrice, realizzata con il sostegno della Croce rossa italiana, spiega la complessità e il dramma del fenomeno migratorio e di una guerra lunga e taciturna che ha mietuto migliaia di vittime negli ultimi 20 anni. 

box Il libro di Sergio Nazzaro e Luca Ferrara uscirà il 26 aprile. “Per anni –ha scritto nella prefazione al libro il presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca- al Mediterraneo è stata attribuita la responsabilità e la colpa di uccidere esseri umani in fuga e in cerca di una salvezza. Ma non è il mare a ucciderli, non lo è mai stato. Piuttosto sono alcune politiche adottate negli anni, l’innalzamento di muri e la spregiudicatezza dei trafficanti di uomini. Il mare, per sua stessa natura, ha solo celato quella colpa, rendendosi inconsapevolmente complice di una delle più grandi tragedie umane. L’opera letteraria di Nazzaro e Ferrara ha il pregio, quindi, di svelare la verità e di ribaltare la narrazione fin qui diffusa: il mare diventa il mezzo, il viaggio è l’orizzonte. Per tutte queste ragioni, come Croce Rossa Italiana, abbiamo deciso di adottare questo libro.  È anche questo il nostro compito: oltre a soccorrere persone in condizioni di vulnerabilità, dobbiamo lavorare affinché si creino comunità sempre più solidali e coese, capaci di mettere al centro l’essere umano”. 

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