:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Coldiretti: con una crescita del 36% in 5 anni è record studenti in agraria

Sempre più studenti nelle scuole superiori di agraria in Italia. Lo dice uno studio della Coldiretti. Nei 35 percorsi didattici degli istituti tecnici superiori a livello nazionale si registra un tasso di occupati di oltre il 73% a un anno dal diploma

27 aprile 2018

- Roma - Record di studenti nelle scuole superiori di agraria in Italia che fanno registrare un aumento del 36% negli ultimi cinque anni. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti su dati del Ministero dell'Istruzione (Miur) in occasione dell'Open Day dell'agricoltura sul lungomare Imperatore Augusto a Bari per vivere un giorno da contadino sui trattori, nelle fattorie didattiche, nelle cucine o nelle stalle con gli animali. I ragazzi che alle superiori che hanno scelto un percorso didattico legato alla terra sono 45.566 nell'anno scolastico 2017/18, il record del quinquennio. Un successo legato alla voglia di studiare qualcosa che unisca la pratica alla teoria, che insegni come si fanno le cose e come si possa costruire una carriera professionale a contatto con la natura grazie a un'esperienza che affianca lo studio sui libri al lavoro nelle stalle, nei caseifici, nei campi, nei laboratori.

La prospettiva di futuro di agraria è confermata anche dal fatto che nei 35 percorsi didattici negli istituti tecnici superiori a livello nazionale si registra un tasso di occupati di oltre il 73% a un anno dal diploma secondo le elaborazioni Coldiretti sull'ultimo monitoraggio Indire/Ministero dell'Istruzione, con picchi che vanno dal 94,1% dell'Abruzzo all'88,9% del Veneto, dal 79,1% della Lombardia al 76,5% della Puglia, al 77,8% dell'Emilia Romagna o al 75% del Lazio. Gli Istituti di agraria proprio per la varieta' della didattica offerta fanno registrare un minor numero di abbandoni scolastici e hanno una maggiore attrattivita' anche per i passaggi degli studenti che arrivano da altri percorsi di studi professionali e non. E nelle classi non ci sono solo figli di "famiglie agricole" ma sempre pi anche giovani appassionati con genitori lontani dal mondo della terra.

Molte le possibilità di studio offerte: dalla zootecnia al lattiero caseario, dalla coltivazione di cereali a quello della frutta, passando dalla viticoltura e dal vino all'olio di oliva, dallo studio di boschi e foreste fino al vivaismo ma non mancano neppure percorsi di "Gestione dell'ambiente e del territorio". Una realtà favorita dalle legge di orientamento per l'agricoltura (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne e consentito ai giovani di interpretare in chiave innovativa le opportunita' offerte dal mondo rurale, dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attivita' ricreative come la cura dell'orto e i corsi di cucina in campagna, l'agricoltura sociale per l'inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l'agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Il percorso formativo degli istituti agrari varia da 3 a 5 anni a seconda del tipo di competenza richiesta, con materie che, oltre a quelle comuni a tutte le scuole superiori (storia, matematica, italiano, ecc), vanno dall'estimo agrario alla fisica, dalla biologia al marketing, dalle produzioni animali alle tecniche di trasformazione dei prodotti. Il tipo di diploma dipende anche dalle caratteristiche agricole del territorio, ad esempio lattiero caseario nelle aree più orientate alla zootecnia da latte o enologico in quelle dove è forte la viticoltura, con la presenza di aziende dove poter organizzare i tirocini dei ragazzi e la vicinanza a facolta' universitarie sempre legate ad agraria o a veterinaria per chi decide di proseguire gli studi dopo il diploma grazie a un'offerta di 213 facoltà a livello nazionale di cui 86 nel nord Italia, 71 nel sud e sulle isole e 56 al centro. "I giovani, prima e meglio di altri, hanno capito che l'Italia per crescere deve puntare su quegli asset di distintivita' nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l'arte e il cibo- ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare- che l'agroalimentare italiano offre una prospettiva di nuove e interessanti prospettive di futuro per chi sa esprimere la propria creatività a contatto con la natura". (DIRE)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa