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Nel mondo oltre 5 milioni di minori in "lavoro forzato"

Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, Anmil rielabora i dati di Ilo e Save the Children. Nel mondo circa 152 milioni di lavoratori minori (5-17 anni), calo del 38% dal 2000. In Italia ogni anno circa 6.000 i minori infortunati sul lavoro rilevati dall’Inail

27 aprile 2018

ROMA - Nel mondo ci sono circa 152 milioni di lavoratori minori (tra i 5 ed i 17 anni), 73 milioni dei quali sono impiegati in condizioni di lavoro pericolose. Lo denuncia l’Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro) in vista del 28 aprile, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’organizzazione ha scelto  per la  campagna d’informazione e prevenzione di quest’anno il tema del “miglioramento delle condizioni di sicurezza e di salute dei giovani lavoratori e della lotta al lavoro minorile”. L’Anmil ha rielaborato i dati Ilo (aggiornati a marzo 2018), sottolineando che nel mondo il 48% dei lavoratori minorili ha meno di undici anni.

I dati nel mondo. La grande maggioranza dei bambini lavoratori si trova in Asia, nelle regioni del Pacifico ed in Africa (continente nel quale lavora ben un bambino su cinque). È l’agricoltura lo scenario principale di questo fenomeno, ma non mancano dati relativi al settore industriale, ai servizi e al lavoro minorile domestico (spesso molto difficile da rilevare). Dall’ultima rilevazione, sottolinea Anmil, risulta un calo del 38% rispetto al record di 246 milioni di minori in fabbrica o nei campi segnato nel 2000 (il 16% della fascia di età tra i 5 e i 17 anni).  Sempre secondo il rapporto Ilo tra i minori al lavoro ci sono oltre 5 milioni di bambini cosiddetti in "lavoro forzato" (un "eufemismo per indicare gli schiavi bambini"); tra questi, quasi 1 milione sono coinvolti in situazioni di sfruttamento sessuale.

Quello degli infortuni sul lavoro è l’aspetto più grave ed estremo del fenomeno del lavoro minorile, già di per sé molto preoccupante per il nostro Paese. E’ l’ultimo anello di quella catena povertà-ignoranza-lavoro minorile che occorre spezzare quanto prima con un programma urgente di interventi che pongano come obiettivo primario la diffusione capillare, soprattutto tra i giovanissimi e gli studenti, della responsabilità e della cultura della sicurezza”, ha affermato Franco Bettoni Presidente dell’Anmil 

La situazione in Italia. L’Anmil ha analizzato anche i dati del rapporto di Save the children “Lavori ingiusti” secondo cui in Italia sono circa 260 mila i ragazzi e le ragazze fra i 7 e i 15 anni che lavorano, pari al 7% della popolazione in questa fascia di età:  un minore su 15 si guadagna da vivere con le proprie mani. I minori italiani lavorano soprattutto nella ristorazione (18,7%) come baristi, camerieri, aiuti cuoco o nei panifici; nel commercio (14,7%) come commessi di negozi o ambulanti; in agricoltura (13,6%) come braccianti o aiutanti in allevamenti. Ci sono poi minori che lavorano come meccanici, parrucchieri, babysitter o nei cantieri. La motivazione prevalente è quella di aiutare le famiglie (nel 40% dei casi), 1 su 2 lavora per avere soldi propri o solo perché gli piace. Solo l’11% dei minori ritiene pericoloso il lavoro che svolge. 
In Italia ogni anno sono circa 6.000 i minori infortunati sul lavoro rilevati ufficialmente dall’Inail; di questi 3.800 sono maschi. Nella stragrande maggioranza si tratta di apprendisti (artigiani e non) di 16 o 17 anni operanti nell’ Industria manifatturiera, ristorazione, commercio, agricoltura e costruzioni. Le regioni in cui si verifica il maggior numero di infortuni minorili sono al Nord, in particolare Lombardia (18,3% del totale nazionale), Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna .
I minori stranieri che lavorano in Italia e si sono infortunati nel 2013 sono circa 500, pari all’8% dei minori infortunati; per il 70% sono maschi. Le comunità più colpite sono Albania, Marocco  e Romania . I dati relativi ai minori infortunati, precisa Anmil, si riferiscono ai soli casi ufficiali denunciati all’Iinail per lavoratori regolari (16-17enni).

“Purtroppo - sottoliea Bettoni - dati completi sugli infortuni occorsi a questa particolarissima categoria di lavoratori non sono disponibili, in quanto per i giovanissimi al di sotto dei 16 anni, che è l’età legale di accesso al lavoro stabilito dalla L. n. 29/2006, si tratta di lavoro irregolare che sfugge alle statistiche ufficiali. I dati più recenti diffusi da Inail, parlano di circa 6.000 infortuni sul lavoro occorsi a minori, ma si tratta soltanto di quella fascia di lavoratori legali di età 16-17 anni che vengono regolarmente denunciati dalle aziende; per gli altri, e sono certamente molti di più, i dati affondano nella immensa voragine del lavoro nero”.

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