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Michele "nato con il pallone in mano" va ai Mondiali Special Olympics

Ha 32 anni e una disabilità intellettiva medio-grave. Grazie alla sua tenacia e passione per lo sport, è riuscito a coronare il sogno: essere convocato ai prossimi Giochi Mondiali Estivi in programma ad Abu Dhabi nel 2019

05 maggio 2018

ROMA - Michele ha oggi 32 anni e da poco ha ricevuto una delle notizie più belle per un appassionato di sport: la convocazione ai prossimi Giochi Mondiali Estivi Special Olympics, in programma ad Abu Dhabi nel 2019. Una soddisfazione incredibile per un ragazzo che dopo appena un anno di vita è costretto ad intraprendere un percorso in salita per via di una diagnosi di disabilità intellettiva medio-grave con criticità nella vista e nel movimento, in particolare nel camminare. Una mazzata per lui e per la sua famiglia. Ed è proprio sua mamma Immacolata oggi a raccontare la sua storia. “Michele è nato con il pallone in mano - spiega -. Alla nascita pesava oltre 3 kili per 51 cm”. Un bel bambino, la gioia della sua famiglia, dei genitori e di sua sorella Laura che lo aspettava con gioia e con un pizzico di gelosia, poco a poco sostituito da un amore incondizionato.

“Il primo anno della sua e della nostra vita scorre sereno e felice in famiglia – racconta mamma Immacolata - poi pian piano si insinua una perplessità in noi: il timore e poi la dolorosa certezza che Michele abbia  delle difficoltà oggettive. Gli viene diagnosticata una disabilità intellettiva medio-grave, criticità nella vista e nel movimento: in particolare nel camminare”. Momenti in cui la paura inizialmente la fa da padrona. “Non sapevamo come affrontare il tutto, l’unica sicurezza era che la nostra strada stava cambiando direzione, si stava facendo man mano sempre più difficile, impervia ed in salita. Abbiamo dovuto combattere le nostre paure sin da subito, armandoci di tutto l’impegno e la determinazione possibili. Iniziava infatti per noi un nuovo viaggio fatto di medici e terapie. Inizialmente ci siamo concentrati sulla psicomotricità, fortunatamente i risultati non tardarono ad arrivare. Michele bambino iniziò  a camminare e poi a correre, gli piaceva talmente che lo faceva in lungo e in largo e in qualsiasi ambiente si trovasse. E spesso e volentieri aveva con sè un pallone”.
Poi un susseguirsi di sedute di logopedia, per insegnargli a parlare ed esprimersi al meglio. “Oggi che Michele ha 32 anni, siamo consapevoli di essere lontani dalla 'perfezione', ma lui ha imparato lo stesso a relazionarsi con il mondo, ad esprimersi a suo modo e a farsi capire  anche solo con l’ espressione del suo sguardo, a volte così intenso che, oserei dire, le parole non servono”.

Il mondo fuori. I primi anni di vita di Michele, trascorsi tra l’affetto della sua famiglia, sono stati sereni e tranquilli senza incorrere in difficoltà particolari. Ed è così che man mano si è forgiato il suo carattere, fatto di emotività e a volte testardaggine, ma pur sempre solare e allegro. Poi come spesso accade, è il passo fuori di casa che mette di fronte ad un bivio proprio perchè fuori da quella “bolla” rassicurante che in qualche modo, finora, lo aveva protetto dal mondo. “Michele ha iniziato ad andare a scuola –spiega mamma Immacolata- prima all’asilo come tutti gli altri, poi dalle elementari, seguito da un insegnante di sostegno. L’arrivo dell’adolescenza ha insinuato in noi qualche timore in più rispetto alla sua capacità di stringere amicizie con i suoi coetanei. Sapevamo che il suo carattere così aperto lo avrebbe aiutato, ma temevamo che i problemi legati al linguaggio in particolare potessero diventare motivo di scherno e derisione da parte di alcuni, giovani e magari non ancora pronti ad accogliere la diversità di ognuno come normalità. Fortunatamente in tutto il percorso scolastico di Michele, le nostre paure si sono concretizzate solo in un’occasione durante le medie. Un paio di ragazzini lo avevano preso un pò troppo di mira ma, con l’aiuto della scuola e con il nostro intervento, abbiamo risolto tutto per il meglio”.

Lo sport. Ancora una volta è lo sport a rappresentare un incredibile veicolo di crescita e sicurezza. Michele con il suo ingresso al Centro di Formazione all’Autonomia “La Finestra” è riuscito infatti a migliorare ancora, imparando, nel suo piccolo, a muoversi in autonomia. Ama la musica e la televisione ma ancor di più ha una grande passione per il calcio e il basket, che lo hanno trasformato in un atleta Special Olympics nel Team Malnate Sport dove si allena costantemente due volte alla settimana, dove ha stretto amicizie sincere, dove ha l’opportunità di liberare tutta la sua voglia di mettersi in gioco e sentirsi gratificato, parte integrante di una squadra.
“Durante gli eventi – prosegue sua mamma - Michele ha sentito l’applauso del pubblico sugli spalti, un’iniezione di gioia e fiducia in se stesso di cui farne tesoro per il resto della vita. Michele è sempre in movimento, non si ferma più, colmo com’è di un’esauribile voglia di credere nelle sue potenzialità”.

Il futuro e i Mondiali di Abu Dhabi. E la ciliegina sulla torta del coraggioso sforzo di Michele non è tardata ad arrivare. Oggi è un atleta titolare, convocato ai prossimi Giochi Mondiali Estivi Special Olympics, in programma ad Abu Dhabi nel 2019. Giocherà a Basket e si può dire che abbia già vinto la sfida più difficile, quella verso se stesso. “Se guardo al futuro, – conclude mamma Immacolata- immagino Michele sempre felice, pronto ad affrontare ciò che la vita gli riserva con determinazione e voglia di mettersi in gioco così come lo sport con Special Olympics gli ha insegnato. La nostra famiglia sarà sempre dalla sua parte per incoraggiarlo in ogni momento ad inseguire i suoi sogni. Siamo increduli e infinitamente grati, ma siamo anche consapevoli che un bellissimo sogno è già alle porte. La sua parte emotiva così sensibile e bella, gli permetterà di fare questa esperienza con grande gioia. Il suo orgoglio farà il resto, gli permetterà di dare tutto se stesso e vincerà la sua medaglia. La merita davvero”.

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