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1 maggio, a Prato il corteo col gonfalone della Toscana

Gonfalone della Regione Toscana sarà presente al corteo del 1º Maggio organizzato a Prato da Cgil, Cisl e Uil e che sarà concluso dai segretari Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo

30 aprile 2018

FIRENZE - Il Gonfalone della Regione Toscana sarà presente al corteo del 1º Maggio organizzato a Prato da Cgil, Cisl e Uil e che sarà concluso dai segretari Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Al centro delle celebrazioni della Festa dei Lavoratori di quest'anno la salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, tema sempre tragicamente di attualità, come ricordano le cronache di queste ultime settimane anche in Toscana. 

"Morti bianche e infortuni sul lavoro non accadono per fatalità - afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in vista del 1º Maggio e nella Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro - ma per lassismo e noncuranza, di cui è responsabile anzitutto la classe dirigente, quella datoriale e quella che ha ruoli di direzione istituzionale. Siamo ormai in presenza di una vera e propria mattanza dei lavoratori. Chiamerò, per quel che mi compete, ciascuno alle proprie responsabilità. In generale, laddove si lavora con impegno la mortalità si riduce fino ad azzerarsi. E questo deve essere fatto ovunque".

"L'aumento dello sfruttamento dei lavoratori - prosegue Rossi - corrisponde all'intensificazione dei tempi e dei ritmi, la mortalità dei lavoratori, la loro insicurezza è un indice del maggiore sfruttamento. In questi anni il lavoro e i diritti dei lavoratori sono stati svalutati, si è pensato giustamente alla mancanza del lavoro ma troppo poco alla qualità del lavoro e alla sicurezza. Dobbiamo ora batterci per scongiurare che i costi di questa crescita con poca occupazione gravino interamente sul lavoro esistente con l'indebolimento delle tutele e dei diritti e con particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori più anziani e delle aziende in crisi e ai nuovi lavoratori immersi in un oceano di precarietà".

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