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Lucca. In Questura sportelli in lingua urdu, ewe, hindi, arabo

Sono stati attivati alla Questura e alla Prefettura due sportelli con mediatori che parlano le lingue dei luoghi di provenienza di molti migranti

02 maggio 2018

- FIRENZE – Alla Prefettura e Questura di Lucca sono stati attivati sportelli con mediatori che parlano vari dialetti dei luoghi di provenienza di molti migranti. Ci sono informazioni utili in lingua Urdu o in Punjabi parlati in Pakistan, in Hindi o in Arabo o in altre lingue africane molto poco conosciute qui da noi come il Pidgin English della Nigeria, l’Ewe, lingua del Ghana, il Mina parlato in Togo, l’Igbo del Biafra, la lingua afro-asiatica Hausa, il Wolof parlato in Senegal e il Pular dell’Africa occidentale. 

Si tratta di due sportelli presso Prefettura e Questura che fanno parte di un nuovo servizio finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo Asilo Migrazione Integrazione dell’Unione Europea (FAMI - Capacity building), promosso dalla Prefettura di Lucca in collaborazione con il Consorzio Co&SO e la Cooperativa sociale Odissea, specializzata in accoglienza. Si chiama Ludem, Lucca Migration Help Desk, il progetto che prevede la presenza di un operatore legale e di un mediatore qualificato ai quali chiedere informazioni e spiegare le proprie difficoltà nelle undici lingue (ma per altri 40 idiomi è possibile chiedere un servizio di mediazione a chiamata, da prenotare con un certo preavviso).

“Il prefetto Maria Laura Simonetti ha ricevuto la scorsa settimana gli operatori del progetto e ha espresso il proprio apprezzamento, per l’iniziativa che non mancherà di contribuire al miglioramento del sistema di accoglienza sul territorio – spiega Valerio Bonetti, responsabile della cooperativa Odissea – La comunicazione è la priorità se si vuole intraprendere un cammino di integrazione e non si può non considerare che al mondo sono oltre 6 mila le lingue parlate. È naturale che lo sforzo da fare è dare la possibilità alle persone arrivate nel nostro territorio di esprimere i propri bisogni e ricevere risposte alle proprie domande in un modo che per loro sia comprensibile. Ludem è una bella sfida che mette a disposizione un carnet di undici lingue asiatiche e africane, un progetto che sperimenteremo per un anno, fino alla primavera 2019”.

 

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