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"Così si vola": lo spettacolo dei Dr Clown sul volontariato e i Csv

A Belluno applausi e tante risate per la rappresentazione che racconta il senso della solidarietà attraverso le peripezie di un ragazzo e una ragazza. L’evento rientra nei festeggiamenti per i 20 anni del Centro di servizio bellunese

03 maggio 2018

Diamoci una mano. Così Si Vola!” è il titolo dello spettacolo con cui i Dottor Clown Belluno hanno deciso di omaggiare il Centro di servizio per il volontariato provinciale in occasione del suo ventennale, assieme alla solidarietà bellunese.
Mostrato in anteprima il 13 aprile al cinema-teatro Kuursal di Auronzo di Cadore, il copione scritto da Erik Sacco Zirio racconta il viaggio di un ragazzo brillante, cinico e atletico vestito di verde (naso compreso) e una ragazza simpatica, frizzante e un po' pigra vestita di blu (naso e capelli compresi) alla scoperta del volontariato. La buffa accoppiata decide di partire dopo aver letto una notizia sul giornale, «il compleanno di uno, uno importante, il “ci” “ssss” “v”», spinta dal gioco di parole «volo-Ontario» che fa subito pensare a un aereo, un paio di valigie e tanta voglia di esplorare.

Tra varie peripezie e disavventure, in volo ma anche a terra, i due incontrano lungo il tragitto cinque personaggi, come i cinque degli ambiti più significativi del volontariato. La cura ambientale, rappresentata da una giovane che raccoglie da terra la spazzatura gettata da persone noncuranti (una di queste, manco a dirlo, è proprio la protagonista). La protezione animale, rappresentata da un'associazione a cui i due porteranno un cucciolo abbandonato trovato per strada. Lo sport, rappresentato da una ragazza che compare inseguendo una pallina da tennis e che improvvisa per i due una partita sul posto, una delle gag più esilaranti e geniali dello spettacolo. La cultura, rappresentata da una volontaria della biblioteca che si occupa anche di prestiti intersistemici (ovvero il sistema di prestito interbibliotecario) e che scova un libro contenente la storia del Csv di Belluno. Infine l'assistenza sociale e sanitaria, rappresentata proprio dai Dottor Clown, che finiscono per curare l'incauta protagonista.

A legare la narrazione ci sono due fili. Quello tenuto dal fisarmonicista ambulante, che ad ogni atterraggio si fa puntualmente trovare per strada facendo l'elemosina in cambio di musica ma che solo alla fine farà capire a chi li destinerà. E quello dei “regali” ricevuti dai volontari, un'altra sorpresa dello spettacolo che alla fine spiega il significato più vero e profondo del viaggio, intrecciandosi con il senso stesso dei Centri di servizio per il volontariato. Un crescendo di emozioni, suoni, colori ed improvvisazioni che hanno fatto esplodere la sala in un applauso fragoroso e commosso, come le parole del vicepresidente Gianluca Corsetti, che come gli è solito fare ha ringraziato gli attori volontari con una provocazione: “Se i nostri parlamentari che hanno lavorato alla Riforma del terzo settore avessero visto questo spettacolo, invece che parlare per ore, avrebbero capito in un istante qual è il significato di “volontariato”. (Francesca Valente)

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