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BotMob, la bottega mobile che su due ruote fa riscoprire i mestieri dimenticati

Una cargo bike con al volante artigiani di strada per raccontare quei mestieri che stanno scomparendo. L’idea è di Leila, la biblioteca degli oggetti di Bologna. Ma c’è anche la cargo bike che porta in giro giocattoli e quella per i laboratori di manualità

04 maggio 2018

BOLOGNA - Come nasce una marionetta? Come si creano le vetrate colorate di San Petronio? Per rispondere a tutte queste domande c’è "BotMob", vale a dire bottega mobile. Una bottega su due ruote – una cargo bike – con al volante artigiani di strada, pronti a soddisfare le curiosità di adulti e bambini sull’origine degli oggetti più disparati, un’idea per riscoprire e far conoscere mestieri non più diffusi.
Dopo l’esordio al parco Lunetta Gamberini con Michele Ruta e Roberta Benassi, autori di un laboratorio per bambini con materiale di recupero, il 27 maggio sarà la volta della compagnia teatrale Gommalacca di Potenza che, in Piazza di Porta San Vitale, insegnerà a fare gli origami. “Abbiamo progettato queste esperienze con il Laboratorio Staveco – spiega Antonio Beraldi, presidente di Leila, la biblioteca degli oggetti di Bologna, mente di BotMob  –. Abbiamo avuto una bella risposta: tante famiglie, tanti studenti hanno partecipato ai nostri incontri”.

Ma la BotMob è solo una delle cargo bike firmate Leila. C’è il Ciap Lab, laboratorio ambulante di manualità (ciap sta per “ciappinaro”, che a Bologna significa “tuttofare”), a disposizione dei bambini per costruire, ad esempio, giocattoli in legno. Nel cassone, pezzi di legno e colori pronti a essere trasformati in farfalle, mostri o supereroi: “Ci piacerebbe che il Ciap Lab si aprisse anche agli adulti: è un nostro obiettivo, ci stiamo lavorando”, continua Beraldi. E c’è anche la cargo bike in versione I Giochi di Pippo, un cassone itinerante riempito di giochi non strutturati – gessetti, palle – che si divide tra feste e giardini, dove non sono presenti giochi per bambini.  

BotMob, il laboratorio di marionette

Sabato 5 maggio il Ciap Lab sarà a INstabile Portazza, ex centro civico riqualificato nel 2014 grazie al lavoro di un gruppo di cittadini, dove inaugurerà la quinta biblioteca degli oggetti di Bologna, (dopo quella in Salaborsa, alla Velostazione Dynamo, alla Confraternita dell’Uva e al Caffè Belmeloro). “Quando, un paio d’anni fa, confidai ai miei amici che mi sarebbe piaciuto riproporre le biblioteche berlinesi degli oggetti a Bologna, mi risposero che le due città erano troppo diverse – ricorda Beraldi –. In realtà, il primo anno abbiamo tesserato oltre 90 persone – la capitale tedesca arrivò a 100 –, e stiamo per aprire il quinto corner. Una grande soddisfazione”.

I corner di Leila funzionano come una biblioteca tradizionale, solo che, invece che i libri, si prendono in prestito oggetti vari. Li si tiene il tempo concordato e poi si restituiscono. “Oggi abbiamo 111 tesserati: hanno tra i 28 e 40 anni, ma non esiste un identikit preciso. Di tutti, però, possiamo dire che sono persone molto attive”. Ci sono le associazioni che prendono in prestito i proiettori, i locali che chiedono l’affettatrice, i genitori che, per un arco limitato di tempo, hanno bisogno della pesa per neonati o dell’ovetto per la macchina. “I tesserati possono prendere in prestito tutti gli oggetti presenti nelle nostre 5 biblioteche. Trapani, tende da campeggio, utensili da cucina. Ci si dà un appuntamento per la consegna e uno per la riconsegna. Un ottimo modo per allungare la vita degli oggetti e ridurre l’impatto ambientale”. (Ambra Notari)

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