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Case popolari, la proposta di Nardella: “Favorire gli italiani”

Esplode la polemica nel capoluogo toscano dopo l’uscita del sindaco: "Più punti a chi è residente da più tempo per evitare di creare ghetti in stile banlieue”. L’idea del primo cittadino è quella di aumentare il requisito della residenza da 5 a 8-10 anni

04 maggio 2018

- FIRENZE – Firenze, esplode la polemica sulle case popolari dopo l’uscita del sindaco Dario Nardella, che ha proposto di favorire gli italiani nelle graduatorie Erp al fini di evitare ghetti in stile banlieue parigine. Il sindaco chiede più punti a chi è residente da più tempo e a chi risulta da anni in graduatoria Erp (Edilizia residenziale pubblica) senza riuscire ad ottenere una casa popolare. Queste richieste verranno avanzate oggi da Palazzo Vecchio alla Regione Toscana.

“Il nostro obiettivo è aiutare chi è in graduatoria da troppo tempo e sempre in fondo alla lista, e quelle famiglie che hanno sempre rispettato le regole e che vivono da molti anni nella nostra città, per riequilibrare una concentrazione eccessiva di famiglie straniere”, ha detto Nardella, intervistato al Tg3.

Scrive il sindaco su Facebook: “Per l’assegnazione non possiamo correre il rischio di creare ghetti di famiglie straniere come nelle periferie francesi. Per questo, da ora in poi, è necessario aumentare la soglia dei 5 anni di residenza per ottenere un alloggio popolare, aumentare il punteggio nelle graduatorie alle famiglie che risiedono da più di 10 anni nel Comune”.

L’idea del primo cittadino è quella di aumentare il requisito della residenza da 5 a 8-10 anni, una proposta che però non viene digerita a pieno dall’assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli, secondo cui è forte il rischio discriminazione.

 

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