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“Tikitaka”, un anno d'impegno contro i luoghi comuni sulla disabilità

L'esperienza è iniziata, nel territorio di Monza, con la vittoria del bando “Welfare in azione” di Fondazione Cariplo. Obiettivo: rendere le comunità accoglienti e inclusive, attraverso sport, tempo libero e arte. Fulcro dell'attività: i sette “Lab”, che hanno coinvolto 150 persone

05 maggio 2018

ROMA – Sport, arte e divertimento per dire che la disabilità non è una “barriera” e che l'inclusione è bella e possibile, con l'aiuto di sport, musica e arte. E' la scommessa lanciata un anno fa da “TikiTaja – Equiliberi di essere”, progetto che si è aggiudicato, nell'ambito di Desio e Monza, il bando della Fondazione Cariplo “Welfare in azione”. E che oggi traccia il suo bilancio: “La scommessa è stata stravinta – riferiscono i promotori dell'iniziativa - Calcio, basket, musica, danza, seminari aperti al pubblico, attività in piazza e nelle scuole, collaborazioni con realtà commerciali e di entertainment del territorio: i primi 365 giorni di 'TikiTaka – Equiliberi di essere' sono stati caratterizzati da frenesia, divertimento, riflessione e consapevolezza. Consapevolezza sviluppata grazie al sostegno dimostrato dalla comunità, che ha accolto con entusiasmo le attività e i progetti intrapresi, dando dimostrazione che un cambiamento di prospettiva è possibile”. 

box Fulcro delle attività promosse sono i “Lab”, definiti “luoghi di intelligenza collettiva organizzati in diverse aree territoriali allo scopo di far convergere idee e proposte utili per promuovere azioni di inclusione all’interno della comunità”. Ad oggi ne sono stati attivati 7, che hanno coinvolto 150 persone, portando all’avvio di nuove relazioni con realtà del territorio apparentemente lontane dai temi progettuali. Dai “Lab” sono scaturiti alcuni “Fab”, espressione concreta e evoluzione dei primi, che hanno reso protagonisti la comunità da un lato, e le persone dall’altro, con quasi 200 persone con disabilità coinvolte in prima persona, 68 operatori e oltre 1000 cittadini. I risultati ottenuti dai Fab non hanno portato solo benefici immateriali quali l’arricchimento interiore e il consolidamento della rete – spiegano ancora i promotori - Sono stati anche un’occasione concreta per toccare con mano nuove esperienze di inclusione in contesti reali: basti pensare al coinvolgimento di cinque barman durante l’estate di Parco Tittoni, la nascita di ben 3 squadre di calcio integrato rientrate nella rosa del campionato Csi e ai tanti altri Fab attivati nell’ultimo mese, che segneranno il percorso di crescita del secondo anno di TikiTaka: un laboratorio teatrale, un laboratorio di musica, eventi calendarizzati all’interno delle città”. 

Sono stati inoltre attivati, nell'ambito del progetto, un gruppo di formazione con gli assistenti sociali dei 10 Comuni della rete, un gruppo di studio sugli strumenti giuridici, un percorso di supervisione dei coordinatori dei Lab. E’ inoltre stato avviato un dialogo continuo con tante scuole del territorio, che nei mesi scorsi è sfociato nell’attivazione di laboratori portati avanti in 41 classi con 1025 alunni. “Vogliamo costruire percorsi ed opportunità dentro le nostre comunità territoriali – concludono i promotori - che modifichino la visione diffusa sulla disabilità. Non più solo qualcuno di cui occuparsi, un costo, un limite, ma una risorsa per tutta la comunità, da far esprimere e valorizzare" con questa mission gli amici di TikiTaka- Equiliberi di essere possono affermare di essere riusciti a compiere un primo grande passo al fine di far comprendere che la disabilità è anche altro”.

 

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