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Trent'anni di Nocetum: il rifugio dei cristiani che oggi ospita gli ultimi di Milano

Nel 1988 suor Ancilla apriva per la prima volta il "Centro Nocetum”. Ha accolto più di 2 mila fra adulti e bambini in situazioni di disagio. L'assessore Maran: “Un luogo che gestisce il margine: fra città e campagna, fra inclusi ed esclusi”. Tre giorni di festa per celebrare la ricorrenza

04 maggio 2018

- MILANO - Quando nel 1988 suor Ancilla Beretta decide, assieme a due laici, di farsi consegnare le chiavi della chiesetta di Nosedo per stanziare lì il proprio gruppo di preghiera, lo spettacolo che le si presenta davanti agli occhi è avvilente: rovi a ogni angolo, rifiuti abbandonati dai senza dimora, topi e bisce che strisciano nei terreni incolti e le auto parcheggiate nel piazzale antistante che durante i giorni di pioggia affondavano nel fango come se fossero sabbie mobili. Tanto da non potersi rimettere in marcia se non con l'aiuto di uomini, braccia robuste, corde e assi di legno. Suor Ancilla però non desiste. Torna a pregare una seconda, una terza e infinite volte per oltre dieci anni. Fino ai primi anni del Duemila. Quando dà vita a un'associazione –  dal 2010 cooperativa sociale – per poter trattare con il Comune di Milano e il Consorzio Canale Navigabile Milano-Cremona-Po, proprietario dei terreni. Decide di chiamarla “Nocetum”. Perché “in antichità la chiesa paleocristiana è stato un luogo di culto per i fedeli. Avevano scelto questo posto come rifugio dalle persecuzioni in quanto appartato e nascosto dentro a un bosco di noci” spiega Gloria Mari, consorella di suor Ancilla. In questi giorni al Nocetum è festa: sono previste diverse iniziative per celebrare i 30 anni di presenza di questa comunità nella periferia sud est di Milano, ai margini del quartiere Corvetto, nel punto in cui la città finisce e inizia la campagna. 

Il Nocetum ha tenuto fede alla propria tradizione di accoglienza e riparo per gli ultimi. I numeri, degli ultimi 15 anni, parlano da soli: ha ospitato 2 mila adulti in situazione di povertà e disagio (spesso su segnalazione dei servizi sociali), distribuito pacchi alimentari e medicine a 1.770 persone, aiutato 170 ragazzi con il doposcuola e messo in cantiere due milioni di euro di investimenti, tra bandi pubblici e privati, per ristrutturare la chiesa, la Cascina di Corte San Giacomo e le aree verdi circostanti. Tutto questo grazie anche al lavoro dei 50 volontari attuali: dalle ragazze di seconda liceo, fino a residenti del quartiere di 85 anni, passando per insegnanti e professori universitari. Già perché suor Ancilla e Gloria sono riuscite a creare intorno a sé un gruppo di volontari, molti dei quali residenti al Corvetto. 

"Nocetum è un luogo che gestisce il margine”, afferma Pierfrancesco Maran, assessore all'Urbanistica del Comune di Milano, durante la conferenza stampa per presentare i tre giorni di festa. “Due tipi di margine: quello fra la città di Milano e la campagna del Parco Sud e quello delle persone che vivono ai margini della società”. Oltre a essere un osservatorio privilegiato per guardare alle trasformazioni del quartiere Mazzini-Corvetto. Basti pensare che solo nel 2013, quando la giovane volontaria Marta Campostano, ora coordinatrice, inizia a lavorare per la cooperativa Nocetum, tante cose erano diverse: “Nella strada qui davanti non c'era nemmeno il marciapiede, non c'era la pista ciclabile”. Oggi il Nocetum è una tappa “Cammino dei Monaci” che dalla Basilica di Sant'Eustorgio si snoda fino agli inizi della via Francigena. E proprio le passeggiate alla riscoperta del quartiere sono il fulcro della tre giorni di festa per il trentennale, in collaborazione con altre realtà di volontariato del sud di Milano. Sabato 5 maggio sono previste tre diverse iniziative. Una visita fra le risorse naturali del parco della Vettabbia. Una passeggiata fra le case del quartiere Mazzini-Corvetto per conoscerne il tessuto sociale e urbano. E, infine, un percorso ciclabile di cinque chilometri alla scoperta del Bosco di Rogoredo, area verde nota alla cronache solo i fatti di spaccio e degrado che periodicamente la coinvolgono. (Francesco Floris)

© Copyright Redattore Sociale

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