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"Io non butto": così si combatte lo spreco nei mercati rionali

In un anno a Milano un gruppo di associazioni ha recuperato oltre 123 tonnellate di alimenti. Invece di finire nella spazzatura sono diventati 246 mila pasti per persone in difficoltà. Ciessevi pubblica oggi un vademecum per le associazioni che vogliono recuperare cibo

07 maggio 2018

- MILANO - Alle ore 13, nei mercati rionali di Milano (e d'Italia), si assiste a una scena: i clienti se ne vanno verso casa, gli ambulanti lasciano a terra le casse di prodotto invendute e numerosi fra anziani e senzatetto rovistano nei rifiuti di giornata. Nel giugno 2017 è partito a Milano e provincia la campagna “Io non butto” del Centro servizi per il volontariato (Ciessevi) di Città Metropolitana: 16 fra associazioni, onlus e microreti di aziende hanno salvato dall'abbandono 123 tonnellate di alimenti e distribuito 246 mila pasti ai più bisognosi. Con un risparmio di oltre 11 mila euro per Regione Lombardia, i cui costi medi di smaltimento sono pari a 90 euro per tonnellata. 

Lunedì 7 maggio Ciessevi ha pubblicato sul sito un vademecum omonimo alla campagna. Si tratta di un manuale d'istruzione per i volontari, dediti al recupero e alla distribuzione delle eccedenze alimentari, in cui vengono fornite indicazioni su diversi aspetti: come aderire alla campagna, come garantire la salubrità degli alimenti nelle fasi di stoccaggio e distribuzione dei cibi oltre alle normative nazionali e regionali di riferimento. E, in occasione di Milano Food City (la settimana dedicata al cibo organizzata dal Comune), Ciessevi presenta il progetto "Io non butto" alla Fondazione Feltrinelli domani martedì 8 maggio, alle ore 15. 

L'intero progetto, realizzato in partnership con “Milan center for food law and policy”, si basa sui principi della filiera corta e del chilometro zero: il cibo si recupera in quartiere fra botteghe, catering, negozi, aziende agricole e mercati a cielo aperto, per poi essere distribuito all'interno dello stessa zona attraverso associazioni e onlus medio-piccole che conoscono il territorio e le sue esigenze. Sono già attive azioni di recupero delle eccedenze alimentari nelle aree della Lombardia che vanno da Cinisello Balsamo a Opera, da Pero a Gorgonzola, fino a Melegnano. Oltre che sui numerosi mercati del capoluogo fra cui quelli di piazzale Martini, Vespri siciliani e Sant'Agostino. (Francesco Floris)

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