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Roma, arrestati gli aggressori della donna disabile. Anmic: "Siamo al suo fianco"

Manette ai polsi dei quattro esponenti del clan Casamonica che il giorno di Pasqua avevano aggredito un barista e una donna disabile in un locale alla periferia della città. Anmic: "La reazione della donna dimostra grande dignità e senso di giustizia delle persone con disabilità. Pronti a sostenerla moralmente e legalmente"

08 maggio 2018

ROMA - Giustizia, a quanto pare, è fatta: questa volta i Casamonica non l'hanno fatta franca. Sono stati arrestati tutti e quattro gli esponenti del clan che, il giorno di Pasqua, avevano aggredito violentemente un barista e una donna disabile all'interno di un locale alla periferia sud-est della città. Il primo, colpevole di non averli serviti per primi, obbedendo alle "regole" imposte dal clan. Lei, punita per aver osato opporsi alla tracotanza e alla prepotenza dei due.

box Tutti gli altri non hanno mosso un dito, assistendo al linciaggio, paralizzati dalla paura o dall'indifferenza. E' accaduto a Pasqua ma se ne è parlato solo ieri, grazie all'articolo di Floriana Bulfon su la Repubblica e alle immagini filmate dalla telecamera di sorveglianza. Il doppio linciaggio, in realtà, perché prima i due puniscono la cliente disabile per il suo ardire. Poi escono e tornano, poco dopo, per dare una lezione anche a lui, ora che il locale si è svuotate e tutti sono andati via. Tutti, tranne la donna disabile, che cerca di riprendersi e che solo il barista prova a soccorrere. 
Nove giorni di prognosi per lui, ben 30 per lei. Il fatto è grave, non serve neanche dirlo. Ancor più grave e preoccupante, però, perché a farne le spese è una donna disabile: l'unica che ha provato a discutere le “regole” del clan. 

Abbiamo chiesto un commento a caldo a Nazaro Pagano, presidente di Anmic, l'associazione nazionale mutilati e invalidi civili, che ha la sede poco distante dal luogo dell'accaduto. “Questa vicenda dimostra una volta ancora l'imbarbarimento della società, ma anche la profonda dignità delle persone con disabilità: una dignità spesso superiore a quella di tanti altri. Persone che tutti i giorni devono confrontarsi con il disagio che deriva dalla loro condizione, con la difficoltà di essere accettati, con la fatica di avere accesso a diritti. Per le persone con disabilità nel nostro Paese – è triste dirlo – le prevaricazioni sono all'ordine del giorno. E talvolta sfociano in violenza. Si sviluppa così, in alcune persone disabili, una maggiore sensibilità a voler far rispettare il vivere civile, quando tutti i giorni subiscono soprusi e devono lottare continuamente per poter esigere i propri diritti. Si sviluppa un'autonomia di libertà e una voglia di riscatto che, di fronte a un atto violento anche come questo, porta a ribellarsi”. 

Da parte sua, Anmic si rivolge ora alla donna che ha subito l'aggressione: “vogliamo farle sapere che, come associazione, siamo pronti a sostenerla da tutti i punti di vista. Se ci vorrà contattare, potrà farlo tramite i nostri canali: faremo tutto il possibile per sostenerla e assisterla, oralmente e legalmente”. Oggi, la notizia dell'arresto, reso possibile dalla denuncia sporta dalle vittime. (cl)

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