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Giustizia: imputati al lavoro nelle sedi della Lega italiana per la lotta ai tumori

Nuova convenzione firmata tra il Ministero della Giustizia e Lilt. Nell’intesa, 31 posti a disposizione in 13 sedi dislocate sul territorio nazionale. Dopo Enpa, Legambiente, Acli, Fai e Unione italiana ciechi, l’esecuzione penale esterna abbraccia un ambito estremamente delicato

09 maggio 2018

ROMA - 396 ambulatori distribuiti in tutta Italia, 106 sezioni provinciali e organismi autonomi che operano nel quadro delle direttive della sede centrale di Roma e dei comitati regionali di coordinamento: la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (Lilt) apre le porte all’esecuzione penale esterna, ospitando gli imputati messi alla prova che, d’ora in poi, avranno la possibilità di saldare il loro debito con la società attraverso una collaborazione ricca di scambi e significato.
In un protocollo d’intesa firmato oggi dal ministero della Giustizia e dalla Lilt, rappresentata dal presidente, Francesco Schittulli, tutti i particolari della convenzione che si aggiunge alla cospicua lista di opportunità offerte dal Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità agli imputati che ne fanno richiesta.

Sono 31, secondo la convenzione, i posti disponibili al momento per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità in favore della collettività, attraverso 13 sedi dislocate su tutto il territorio nazionale e “passibili di aggiornamento”.
Saranno le stesse sedi, in base al protocollo, a provvedere ad “aggiornare costantemente i Tribunali e gli uffici di esecuzione penale esterna territorialmente competenti sulla situazione dei posti di lavoro disponibili presso le proprie strutture per favorire l’attività di orientamento e avvio degli imputati al lavoro di pubblica utilità”.

E così, dopo l’ente per la protezione degli animali (Enpa), Legambiente, le Acli, il Fai e l’Unione italiana ciechi (Uici), l’esecuzione penale esterna abbraccia anche un ambito estremamente delicato, in cui gli imputati avranno la possibilità di mettersi alla prova non solo nei confronti della giustizia ma anche del proprio vissuto. Sofferenza in aiuto di altra sofferenza, in uno scambio che potrà arricchire tutti i protagonisti del nuovo accordo.
Le persone che lavoreranno nelle sedi della Lilt potranno offrire il proprio contributo nelle attività amministrative come pure nell’assistenza diretta ai malati e ai loro familiari, a cui la Lega offre un aiuto a tutto tondo. In base al protocollo, saranno garantite anche “prestazioni di lavoro per finalità sociali e socio – sanitarie nei confronti di persone alcoldipendenti e tossicodipendenti, diversamente abili, malati, anziani, minori, stranieri”.

Soddisfazione è stata espressa durante la firma della convenzione, avvenuta alla presenza del Capo Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Gemma Tuccillo. L’accordo avrà la durata di cinque anni, mentre continua a lavorare alacremente l’ufficio della Direzione generale del Dipartimento dedicato alla messa alla prova: operatori che rappresentano un importante anello di congiunzione tra l’esecuzione penale esterna e la società civile perché impegnati quotidianamente ad aprire le porte ad una giustizia più vicina ai bisogni di tutti. (Teresa Valiani)

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