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Il rally in rosa che sostiene le donne di tutto il mondo

Quattro operatrici Cesvi partiranno per il Put Foot Rally 2018, in Africa: 9 mila km su una 4x4 per lanciare un messaggio di emancipazione alle donne che incontreranno. Un viaggio a sostegno delle Case del Sorriso, dove Cesvi sostiene le vittime di violenze

10 maggio 2018

Le Pink Mambas che partecipano al Put Foot Rally
Pink Mambas, cesvi al Put Foot Rally

ROMA - Quattro donne e 9 mila chilometri attraverso l’Africa: al Put Foot Rally 2018 la ong bergamasca Cesvi schiera le Pink Mambas, un team tutto al femminile pronto a sfidare gli stereotipi di genere e a lanciare un messaggio di tutela ed emancipazione delle donne. Il Put Foot Rally è un rally non competitivo di 18 giorni che offre la possibilità -ai partecipanti di entrare in contatto con culture, tradizioni e lingue diverse: sei le tappe previste a bordo di una 4x4, tra Sudafrica, Namibia, Botswana, Zambia, Malawi e Mozambico. Il 12 luglio il team Cesvi lascerà l’Italia per raggiungere in aereo Cape Town. La partenza della gara è prevista il 17 giugno, l’arrivo il 5 luglio in Mozambico.

“L’idea di partecipare al Put Foot Rally 2018 con un equipaggio tutto al femminile – spiega Daniela Bernacchi, Ceo e general manager di Cesvi – è un po’ una provocazione in merito alla necessità di riconoscere alla donna un ruolo di primo piano: anche la cultura occidentale purtroppo presenta ancora molti limiti in questo senso. Non solo: l’impresa delle Pink Mambas è un’opportunità per rimarcare il lavoro di Cesvi nel mondo a tutela delle donne in difficoltà, donne che spesso si trovano ad affrontare un trascorso di violenze e abusi e alle quali offriamo rifugio e speranza di riscatto all’interno delle nostre 4 Case del Sorriso, due in Africa, una in India, una in Perù”. Durante il viaggio, infatti, le Pink Mambas sosterranno le  Case del Sorriso della ong in Sudafrica e Zimbabwe: la Casa del Sorriso di Cape Town fornisce riparo e protezione alle donne vittime di violenza e ai loro figli, offre cure mediche e psicologiche oltre a opportunità educative e di lavoro. “La violenza contro le donne in Sudafrica è un fenomeno diffuso e nascosto: una donna su 5 è vittima di abusi e maltrattamenti fisici”, sottolinea Bernacchi. La Casa del Sorriso di Harare, in Zimbabwe, accoglie ragazze e ragazzi di strada, abbandonati o orfani a causa dell’Aids, a rischio di droga, delinquenza e violenza, a cui viene offerto un pasto, sostegno psicologico e opportunità formative e ricreative.

Membri del team, 4 donne lombarde. Valentina Prati, Content officer, sarà l’addetta al racconto dell’esperienza sui social: “Vi sembrerà di guidare insieme a noi nell’Africa selvaggia”, assicura. Cristina Lochis, Project accountant, ha vissuto per anni tra Ciad, Camerun, Costa D’Avorio, Seychelles, Zimbabwe, Mozambico e Sud Sudan. Nazzara Pederzani, Project accountant sarà la “logista”: ha svolto oltre 30 missioni tra Africa, Asia centrale e America Latina. Daniela Balin, Emergency officer, è da sempre in prima linea nelle emergenze: dal Pakistan messo in ginocchio dalle alluvioni al Nepal distrutto dal terremoto, dalle Filippine devastate dal tifone al Centro Italia colpito dal terremoto. (Ambra Notari)

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