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Commercio equo e solidale, Lombardia prima in Italia per enti e punti vendita

Presentata in Regione “Lombardia equa e solidale”, ricerca di Altreconomia: 81 organizzazioni e 139 punti vendita, un terzo di tutta Italia. Sondrio prima provincia per punti vendita. Raitano (Altreconomia): “Emerge è un rapporto sempre più stretto con i produttori locali lombardi”

11 maggio 2018

MILANO - È Sondrio la “capitale” lombarda del commercio equo e solidale: una bottega ogni 26mila abitanti. Numero che pone il capoluogo valtellinese davanti a tutte le altre province lombarde. A Milano c'è il numero assoluto più alto di punti vendita, ben 36, uno ogni 89 mila residenti. Sul territorio regionale sono 81 le organizzazioni censite (fra cooperative, associazioni, onlus, circoli Acli) e 139 i punti vendita, con un fatturato annuo complessivo di 16,1 milioni di euro. Queste le cifre di “Lombardia equa e solidale”, ricerca curata da Altreconomia e che riassume lo stato dell'arte del settore. Un report che presentato oggi a Palazzo Lombardia. Cinquanta pagine di mappatura da cui emerge che in Lombardia ci sono quindi oltre un terzo dei 400 punti vendita di tutta Italia.

Un primato raggiunto a tre anni esatti dal varo della legge regionale numero 9 del 30 aprile 2015 per il riconoscimento delle organizzazioni di commercio equo e solidale. “Il focus e l'attenzione di questo settore sono ovviamente sulla sperequazione fra nord e sud del mondo. Il pensiero corre ai produttori di caffè, banane e altri prodotti nei Paesi in via di sviluppo” spiega Pietro Raitano, direttore di Altreconomia. “Ma ciò che emerge è invece un rapporto sempre più stretto dei consumatori con i produttori locali e le cascine biologiche che, a certe condizioni, potranno iscriversi alla World Fair Trade Organization (WFTO, ndr)”.

Quando si pensa a equo e solidale vengono in mente i produttori di cacao della Costa d'Avorio. Ma a leggere le pagine del dossier si scopre che anche la Pianura Padana ha i suoi produttori, inseriti nella linea “Solidale Italiano” di Altromercato: dall'azienda agricola di birra artigianale della provincia milanese alla cooperativa bresciana che produce spumante. “Chi frequenta le botteghe di Liberomondo o Altromercato e acquista questi prodotti lo fa perché è attento alle tematiche legate al rispetto dei diritti e dell'ambiente, non solo per il rapporto qualità-prezzo. Questo principio è applicabile anche alla filiera corta”.
La maggior parte delle organizzazioni dell'equo solidale in Lombardia sono associazioni di volontariato o cooperative, per un totale di oltre 12mila soci e 2.400 volontari impegnati. Sia tra i volontari sia tra i lavoratori (circa 160 in totale) prevale nettamente la presenza femminile.

La ricerca si basa sui bilanci 2016 delle botteghe, rilevando un aumento della sensibilità dei consumatori pur in un contesto difficile. “La crisi generalizzata della piccola distribuzione, che si è abbattuta in Italia dal 2009, ha colpito anche le botteghe del commercio equo -riflette Raitano-. È difficile soprattutto il ricambio generazionale, soprattutto per queste realtà tenute in piedi dal volontariato. Eppure c'è una fetta non banale di rivenditori che ha stimato miglioramenti già sui preventivi del 2017”. (Francesco Floris)

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