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Basaglia, 40 anni dopo. “Non lasciare solo chi deve accudire i malati”

In un messaggio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda il ruolo della legge 180, approvata il 13 maggio 1978, che continua a rappresentare un “punto di riferimento nel confronto internazionale”. “Prevenzione è nuova frontiera. Anticipare la lettura dei segnali di disagio e prestare attenzione anche alle fasce di età più giovani”

13 maggio 2018

box ROMA -  “La migliore garanzia del rispetto della dignità delle persone con malattia psichica è il sostegno alle famiglie, con la possibilità di accedere a terapie adeguate su tutto il territorio nazionale: ogni sforzo deve essere destinato allo scopo di non lasciare soli coloro che devono accudire i malati”. È questo il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della legge 180, cosiddetta “Legge Basaglia”, che 40 anni fa rivoluzionò l’assistenza psichiatrica in Italia. Legge che fu approvata in Parlamento proprio il 13 maggio del 1978. “Il 13 maggio di quarant'anni fa il Parlamento italiano approvò una riforma fortemente innovativa che modificò la concezione e i criteri dell'assistenza psichiatrica - spiega il presidente della Repubblica -, superando la logica di mera custodia dei manicomi. Si tratta di norme che hanno collocato l'Italia in posizione d'avanguardia e, ancora oggi, costituiscono un motivo d'orgoglio per la nostra cultura e la nostra civiltà”. Una riforma che per il presidente Mattarella, “continua a rappresentare un punto di riferimento nel confronto internazionale e quella legge segna ancora un punto di svolta”.  

Il Presidente della Repubblica ha inoltre ribadito che “non possono esistere luoghi o categorie entro i quali gli individui smettono di essere persone - aggiunge Mattarella -. La Legge Basaglia sfida la società a diventare un contesto appropriato per tutti, imponendo nelle politiche pubbliche una riflessione costante sull'identità inviolabile di ogni singola persona, e al tempo stesso sulle sue fragilità. Il coraggioso cambiamento di prospettiva ha fatto strada all'idea di una comunità dove lo sviluppo delle capacità e la promozione dell'autonomia diventano anche strumenti terapeutici e inclusivi”. In una società dove “sono presenti sempre ulteriori marginalità - continua il Presidente della Repubblica -, la prevenzione è diventata la nuova frontiera di un impegno volto a ridurre i potenziali fattori di trauma. Anticipare la lettura dei segnali di disagio e prestare attenzione anche alle fasce di età più giovani è oggi il modo per essere all’altezza, quarant'anni dopo, di una riforma così importante per la società intera, che ha restituito al consorzio civile persone ammalate, prima destinate a completa emarginazione”.

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