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Teatro, a Milano in scena l’Otello per ciechi e sordi

L’Otello per la regia di Elio de Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli andrà in scena, per la prima volta, con l’audiodescrizione e i sovratitoli per persone con disabilità della vista e dell’udito, il 19 e 20 maggio al Teatro Elfo

14 maggio 2018

Elio De Capitani Otello

MILANO - L’Otello per la regia di Elio de Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli andrà in scena, per la prima volta, con l’audiodescrizione e i sovratitoli per persone con disabilità della vista e dell’udito, il 19 e 20 maggio al Teatro Elfo di Milano, rispettivamente alle 20.30 e alle 16. Lo spettacolo rappresenta il "momento finale" del workshop di formazione organizzato nell’ambito del progetto “Teatro senza Barriere” ideato da A.I.A.C.E. Milano, in collaborazione con Teatro Elfo Puccini, AGIS lombarda e il sostegno di Fondazione Cariplo, con lo scopo di rendere accessibile il teatro anche a spettatori non udenti e non vedenti nella stessa sala con persone normodotate. Gli iscritti al workshop, che si è svolto a marzo, hanno studiato le tecniche per l’audiodescrizione e per i sovratitoli. La nuova iniziativa permetterà quindi agli spettatori con disabilità della vista e dell’udito di accedere allo spettacolo, apprezzando le azioni sceniche e immaginando la scenografia ma anche l’aspetto fisico dei personaggi, i costumi e le espressioni: tutti elementi fondamentali per avere un’esperienza reale e piena della pièce.

Sessanta minuti prima degli spettacoli sarà possibile partecipare alla visita tattile di costumi e scenografia. Il tour partirà dal foyer del teatro sabato 19 maggio alle ore 19:30 e domenica 20 maggio alle ore 15:00 (per la durata di 30 minuti). Le cuffie per l’audiodescrizione vanno prenotate insieme al biglietto e ritirate all'ingresso della sala Shakespeare del Teatro.

“Shakespeare – ha spiegato De Capitani parlando della nuova esperienza - per chi non vede, presenta un vantaggio: il teatro Elisabettiano a scena libera inventò la scenografia verbale, incorporata nei versi. I personaggi stessi orientano lo spettatore per dire, parlando di Otello, che non si è più a Venezia ma a Cipro, che è giorno o notte buia…”. “Ma lo svantaggio – ha aggiunto l’attore e regista italiano - è che la densità stessa dei versi, rende complesso il compito dell’audiodescrizione, che chiede grande maestria per riuscire a creare una strategia efficace di dislocazione degli interventi. Per chi invece non sente, la complessità di Shakespeare sta nella stessa densità di parole e nella velocità di lettura necessaria, che richiede una costante doppia attenzione visiva”.

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