Egitto, arresto di Amal Fathy: in sciopero della fame la madre di Regeni

L'accusa è di aver postato su Facebook un video contro le violenze che subiscono le donne in custodia delle forze di sicurezza. Per le autorità è un insulto all'Egitto e alle istituzioni egiziane. Sciopero della fame a staffetta di Paola Deffendi e Alessandra Ballerini. Amnesty: "E' un giorno buio"

14 maggio 2018

ROMA - "Da donne siamo particolarmente turbate ed inquiete per il protrarsi della detenzione di Amal, moglie del nostro consulente legale Lofty direttore dell’Ecrf. Inizieremo un digiuno a staffetta chiedendo la sua liberazione immediata. Nessuno deve più pagare per la nostra legittima richiesta di verità sulla scomparsa, le torture e l’uccisione di Giulio. Vi chiediamo di digiunare con noi, fino a quando Amal non sarà finalmente libera. Noi siamo la loro speranza". Con queste parole Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni e Alessandra Ballerini, legale della famiglia, hanno annunciato lo sciopero della fame a staffetta, iniziato questa mattina, per chiedere il rilascio di Amal Fathy. Già diverse associazioni e attivisti hanno aderito alla protesta.

Due giorni fa, al Cairo, le forze di sicurezza sono entrate nella casa del direttore esecutivo dell’Ecrf,  Commissione per la liberta e i diritti umani Mohamed Lofty che è fra i consulenti legali della famiglia Regeni. Hanno portato via lui insieme alla moglie Amal e al loro bimbo di 3 anni. Ma mentre l'uomo e il bambino sono stati rilasciati, perché in possesso di una doppia cittadinanza, la donna è ancora in stato di fermo. L'accusa, spiega Amnesty, è di aver postato su Facebook un video contro le violenze che subiscono le donne in custodia delle forze di sicurezza. Questo per le autorità significa aver insultato l'Egitto e le istituzioni egiziane, quindi Amal rischia l'ergastolo o addirittura la pena di morte. "Amal Fathy ha criticato il governo egiziano per non aver protetto le donne e il suo arresto ha dimostrato quanto siano pertinenti le sue preoccupazioni - sottolinea Najia Bounaim, direttore delle campagne del Nord Africa ad Amnesty International -. È un giorno buio, le autorità egiziane sono più preoccupate di mettere a tacere una donna che parla di molestie sessuali che di prendere provvedimenti per affrontare la questione ". L'arresto di Amal - continua Bounaim è "esattamente il motivo per cui l'Egitto ha bisogno di attivisti coraggiosi come lei per far valere i diritti delle donne. Chiediamo alle autorità egiziane di rilasciare immediatamente e incondizionatamente Amal Fathy. La sua detenzione per esprimere pacificamente le sue opinioni è un affronto alla libertà di espressione garantita dalla costituzione egiziana".

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