Ramadan al via, così lo vivono le coppie miste

Oggi inizia il mese sacro per i musulmani: fino al 14 giugno, dall’alba al tramonto, i praticanti devono astenersi da cibo, bevande, fumo e rapporti sessuali. In Italia i musulmani sono poco più di 1,4 milioni. G. ,cattolica, racconta il Ramadan del marito S.: "Mi dispiace vederlo digiunare, ma so che per lui è una cosa importante”

15 maggio 2018

ROMA – G. è originaria del Burkina Faso, vive in Italia dal 1991 ed è cattolica. Nel 2006, tramite un’amica, ha conosciuto S. che, due anni dopo, è diventato suo marito. Anche lui è originario del Burkina Faso, ma è musulmano praticante. “All’inizio ero spaventata da questa diversità, credevo non fosse la scelta giusta per me – racconta G. che lavora in un bed and breakfast – In famiglia avevamo già esperienze di questo tipo, ho alcune sorelle che hanno sposato un musulmano e io volevo cambiare. Mio marito invece è sempre stato tranquillo al riguardo”. Dopo essersi frequentati per un po’ però i due si sono sposati con rito civile e musulmano, “ho accettato di farlo per una questione di tradizione, ma mio marito sa che io non diventerò mai musulmana”, precisa lei. 

Oggi, come circa 1,4 milioni di musulmani in Italia (dati Fondazione Ismu al primo gennaio 2017), anche il marito di G. dovrebbe iniziare il Ramadan, il nono mese (che dura 29 o 30 giorni) del calendario lunare islamico durante il quale ci si astiene, dall’alba al tramonto, da mangiare, bere, fumare e avere rapporti sessuali. Quest’anno il Ramadan inizia il 15 maggio e termina il 14 giugno. Dal digiuno sono esentati i bambini, le persone anziane e malate, chi è in viaggio e le donne in gravidanza. “Mio marito è praticante ma quest’anno non farà il Ramadan perché ha avuto problemi di salute – racconta G. – In ogni caso, potrà recuperarlo”. Chi non può rispettare il digiuno per motivi diversi, infatti, lo può recuperare durante l’anno, prima dell’arrivo del Ramadan successivo. “È un sacrificio, un po’ come i fioretti della religione cattolica”, precisa G. Negli anni passati però il marito lo ha sempre rispettato. “A me non crea problemi, anche perché per mangiare si organizza da solo – dice G. – ma mi dispiace vederlo digiunare tutto il giorno, mi sembra che soffra, anche se in realtà so che non è così e che per lui è una cosa importante”. 

G. e il marito, che attualmente è disoccupato a causa del suo stato di salute, hanno due figli di 9 e 5 anni. E la questione religiosa? “All’inizio mio marito avrebbe voluto ‘imporre’ la sua religione ai bambini ma per il momento ha chiesto loro di non mangiare la carne di maiale, anche se i bambini si chiedono per quale motivo non possono farlo – racconta – La grande però ha deciso di iscriversi agli scout, facendo già una scelta verso la religione cattolica. E mio marito lo ha accettato”. E il Ramadan come lo vivono? “Hanno accettato questa tradizione del padre ma sono curiosi e spesso chiedono chiarimenti”. (lp)

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