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Gioco d'azzardo, il "contratto" di governo piace al terzo settore

Nel programma di Lega e M5S previste misure draconiane (inserite nel capitolo sull'ordine pubblico): divieto di pubblicità, controlli su trasparenza, meno slot. Zappolini (Mettiamoci in gioco): "Tutti punti condivisibili. Mancano però indicazioni sui fondi per la cura delle dipendenza". Fiasco: "C'è un ribaltamento di prospettiva"

17 maggio 2018

MILANO - Per Lega Nord e Movimento 5 Stelle il gioco d'azzardo è una questione di ordine pubblico. Nel "Contratto di governo" questo tema è inserito, infatti, nel punto dedicato alla "Sicurezza, legalità e forze dell'ordine". Il governo giallo-verde si impegna a mettere paletti stretti e rigidi al gioco d'azzardo. Nel testo definitivo si legge infatti che "sono necessarie una serie di misure" per  "contrastare il fenomeno della dipendenza che crea forti danni sia socio sanitari che all’economia sana, reale e produttiva". Le misure ipotizzate sono: "Divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni; trasparenza finanziaria per le società dell'azzardo; strategia d’uscita dal machines gambling (Slot machines, videolottery) e forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute; obbligo all'utilizzo di una tessera personale per prevenire l'azzardo minorile; imposizione di limiti di spesa; tracciabilità dei flussi di denaro per contrastare l’evasione fiscale e le infiltrazioni mafiose".

Inoltre "è necessaria una migliore regolamentazione del fenomeno, prevedendo il rilascio dell'autorizzazione all’installazione delle slot machine - VLT solo in luoghi ben definiti (no bar, distributori ecc), la limitazione negli orari di gioco e l'aumento della distanza minima dai luoghi sensibili (come scuole e centri di aggregazione giovanile)".

Per don Armando Zappolini, portavoce della Campagna "Mettiamoci in gioco", alla quale aderiscono numerose realtà del terzo settore da anni impegnate nel contrasto alla diffusione dell'azzardo, "si tratta si punti che condividiamo". "Sono misure che chiediamo da anni - aggiunge il sacerdote-. L'unica cosa che manca, però, è una previsione di un impegno a destinare fondi per la cura delle persone affette da dipendenza dal gioco d'azzardo. Oggi è una dipendenza riconosciuta dal servizio sanitario nazionale, ma non sono stati stanziati fondi ad hoc e quindi le strutture pubbliche che già si occupano di altre dipendenze come quella da droga o alcol devono gestire anche questi nuovi utenti, senza risorse e personale". 

"L'aspetto positivo di questa parte del Contratto di governo è che ribalta completamente la prospettiva con cui finora si è affrontato l'argomento - spiega Maurizio Fiasco, sociologo e consulente della Consulta nazionale antiusura-. Prima ogni considerazione su questo settore era condizionata dal fatto che permetteva introiti per l'erario. E quindi ogni misura di contrasto era limitata dall'esigenza di non intaccare quanto incassato dallo Stato. Qui invece non se ne fa nemmeno un accenno. Il messaggio è chiaro: è l'industria del gioco d'azzardo che deve essere compatibile con la tutela del bene della salute pubblica e non viceversa". (dp) 

(aggiornato il 18/05/2018, ore 12)

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