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Guerra e informazione, incontri internazionali a Firenze

Il 22 e 23 maggio accademici, studiosi decani e giornalisti provenienti da oltre 50 atenei di tutto il mondo ci confronteranno in occasione di “Spaces of war, war of spaces”

21 maggio 2018

FIRENZE - Accademici, studiosi, decani e giornalisti provenienti da oltre 50 atenei di tutto il mondo si danno appuntamento il 22 e il 23 maggio a Firenze in occasione di “Spaces of war, war of spaces”: due giornate di confronto e dibattito con i massimi esperti di scienze politiche, giornalismo e comunicazione strategica per analizzare il rapporto tra guerra e informazione. Il congresso, organizzato dalla Elon University in collaborazione con l’Accademia Europea di Firenze, eccellenza italiana nella formazione di studenti internazionali, si svolgerà tra la sede dell’accademia a Palazzo Niccolini (via Cavour 37) e il Cinema Teatro La Compagnia (via Cavour 50r). 

Una vera e propria conferenza-evento tra tavole rotonde, momenti di approfondimento e proiezioni cinematografiche con i big del settore per celebrare il decimo anniversario di “War, media and conflict”, la prima rivista scientifica al mondo dedicata allo studio del rapporto fra media e conflitti, pubblicata da SAGE, editore californiano fondato da Sara Miller McCune, premio alla carriera 2018 al London Book Fair. 

Un programma ricco e articolato per esplorare i nuovi territori di scontro reali e virtuali: dall’utilizzo dei social media per reclutare i foreign fighters dell’ISIS al ruolo dell’informazione nel conflitto israelo-palestinese; dall’auto-rappresentazione della Russia nell’occupazione della Crimea al patriottismo degli hacker ucraini; dai “selfie del terrore” che alimentano il mito della jihad al racconto attraverso le immagini sul fronte siriano; dalla rappresentazione della violenza di genere nel rapimento del Boko Harram alla narrativa di guerra, tra film, documentari, mass media e videogiochi. E ancora, l’impatto delle fake news, il ruolo strategico della comunicazione nella primavera araba, la guerra “liquida”, le nuove tecnologie per la sorveglianza e il rapporto mediatico NATO – Asia Pacifica.

Ospite d’onore della due giorni, la decana in scienze politiche alla Elon University del North Carolina, Laura Roselle, co-editore di “War, media and conflict” e tra gli accademici più stimati del ramo. Tra i protagonisti assoluti dell’evento, il professor Andrew Hoskins, co-fondatore di “War, media and conflict” e massimo esperto al mondo di società digitale, media, sicurezza globale e privacy. Chiude la due giorni, la proiezione del pluripremiato “Faces we lost”, alla presenza del regista e accademico Piotr Cieplak (University of Sussex). Il documentario racconta il genocidio del 1994 in Ruanda, che con un milione di vittime in poco più di tre mesi rappresenta uno tra i capitoli più sanguinosi della storia africana, attraverso le foto dei parenti scomparsi custodite dai nove protagonisti sfuggiti al massacro.

 

 

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