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Itacà, al via il festival sul turismo responsabile

A Bologna dal 25 maggio, incontri, workshop, mostre, camminate per parlare di valorizzazione paesaggistica, mobilità eco, accessibilità universale e turismo slow. Tema centrale di quest’anno, il fenomeno migratorio

21 maggio 2018

BOLOGNA – Migrazioni, accessibilità, cultura e viaggi slow – fra i principali snodi e aspetti del turismo responsabile – saranno i quattro temi centrali della decima edizione di Itacà, il primo e unico festival del turismo responsabile, in partenza a Bologna. Sarà, infatti, il capoluogo emiliano a ospitare i primi appuntamenti (fino al 4 giugno), poi il festival si sposterà in 13 località italiane: dai Monti Dauni al Parco Nazionale dei monti Sibillini, dal Gran Sasso al Salento, dalle città di Rimini, Reggio Emilia, Parma, Napoli, Ferrara, Pavia e Ravenna ai territori del Trentino e del Monferrato. Centinaia le iniziative sparse su tutto il territorio italiano, per valorizzare i luoghi e risvegliare una maggiore consapevolezza sociale, ambientale ed economica, attraverso progetti inclusivi e sostenibili di tutela e sviluppo: mostre, progetti innovativi, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate, laboratori, degustazioni, presentazioni di libri e proiezioni di film. 

Evento di apertura, venerdì 25 maggio alle 18 alla Velostazione Dynamo, “Migrantour si presenta. Immigrati, nuovi cittadini o guide turistiche?”. Un momento di confronto sul tema dell’immigrazione e le sue potenzialità: Migrantour, infatti, è il progetto che prevede passeggiate alla scoperta delle città guidate da cittadini di origine straniera. Sarà l’occasione anche per conoscere la sua declinazione bolognese “Corridoi in città”, gestita da Sprar Città Metropolitana di Bologna. A seguire, alle Serre dei Giardini Margherita, l’inaugurazione di “Ventimiglia e il passo della morte”, mostra di Max Cavallari, in dialogo, tra gli altri, con lo scrittore di “Aigues Mortes – Il massacro degli italiani” Enzo Barnabà, un libro che racconta i gravi episodi di razzismo che colpirono gli italiani, allora migranti, alla fine dell’Ottocento. Chiuderà la prima giornata la proiezioni di “Human flow”, il documentario di Ai Weiwei realizzato in 22 Paesi attraversati dai flussi migratori. 

Tra gli altri appuntamenti da segnalare, quelli di domenica 27 maggio, sempre alle Serre: tema centrale, l’accessibilità. Alle 15, “I fantastici 5 sensi: abbattere le barriere fisiche”, focus sull’ospitalità domestica accessibile e inclusiva, per il superamento delle barriere fisiche delle case. A seguire, due laboratori inclusivi rivolti (ma non solo) a persone con disabilità visiva. In serata, proiezione di “Anche agli dei piace giallo”, documentario di Amador Perez Rico e Marco Scarabelli che racconta il viaggio a piedi lungo la Via degli Dei – l’antica strada romana che collega Bologna a Firenze – di persone ipovedenti arrivate da tutta Europa. Per l’edizione numero 10, il festival fa anche un regalo alla comunità cittadina, lanciando la piattaforma web Itacaccessibile: una vera e propria community bolognese del turismo accessibile che propone un ventaglio di temi di confronto e appuntamenti fruibili, legati alla disabilità. 

E sempre al fenomeno migratorio sarà dedicata l’intera giornata di giovedì 31 maggio, con “Oltre l’integrazione. Pratiche innovative di ospitalità e welfare interculturale” (auditorium Damslab, piazzetta Pier Paolo Pasolini). Al centro il progetto Salus Space, vincitore del primo bando europeo del Programma Uia (Urban innovative actions). Tra le linee guida di Salus Space, inclusione sociale di migranti e rifugiati, povertà urbana, transizione energetica, sviluppo di nuovi posti di lavoro. L’obiettivo generale del progetto, della durata di 3 anni, è l’inserimento nel contesto locale di un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e benessere in senso lato. “Durante la giornata affronteremo anche il rapporto ospitalità turistica e accoglienza innovativa – spiega Pierluigi Musarò, direttore del festival –. Ci sono diverse esperienze, infatti, che coniugano questi temi: ostelli gestiti da richiedenti asilo, per esempio. O ancora, ostelli che mettono a disposizione la metà delle loro camere ai turisti e l’altra metà all’accoglienza di migranti”, come è successo, per esempio, in una struttura di Ferrara: un piano per i migranti, un piano per i turisti, in una pacifica convivenza. 

Nel secondo weekend del festival (1-3 giugno) ci si sposterà nei territori dell’Appennino bolognese: cultura, progettualità, riflessioni sulle eccellenze paesaggistiche, identità storiche da valorizzare e momenti di formazione per la creazione di imprese integrate, atte ad accogliere nuove professionalità e promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile in loco. Nasce proprio con questo scopo il percorso di formazione rivolto a 16 giovani tra i 18 e i 35 anni, italiani e stranieri: studio, analisi e valorizzazione territoriale. “Obiettivo, formare operatori di turismo sostenibile e, di conseguenza, portare un’ospitalità multiculturale in Appennino”, conclude Musarò. Quest’anno, poi, per la prima volta, Itacà. si svolgerà in sinergia con il Festival dello sviluppo sostenibile promosso da Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, in calendario sempre a Bologna dal 25 maggio al 1 giugno. (Ambra Notari)

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