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Donne anziane vittime di violenza, formazione e rete di sostegno

Auser, Spi Cgil e Ausl insieme per abbattere il muro del silenzio: formazione ad hoc per operatrici e operatori che nei consultori, in pronto soccorso, in questura o nelle caserme carabinieri saranno preparati a riconoscere i casi di abuso

26 maggio 2018

PIACENZA - Una rete integrata sul territorio per abbattere il muro del silenzio su casi di abusi e violenze contro le donne anziane. Va in questa direzione la collaborazione avviata a Piacenza tra Ausl, Spi Cgil ed Auser che, attraverso progetti di formazione, vuole dare  strumenti a medici di base, operatori sociali e sanitari, ma anche alle forze -dell'ordine e ai volontari delle associazioni per riconoscere gli abusi sugli anziani, in particolare contro donne anziane over 65. Una categoria sempre più esposta quest’ultima. Dagli ultimi dati dell’ Organizzazione mondiale della Sanità emerge tutta la realtà di un fenomeno "troppo sottovalutato".  Truffe, violenze verbali e fisiche anche sessuali, raggiri, vessazioni,  le violenze  - come evidenziato dall’Oms-  avvengono quasi sempre in silenzio. Purtroppo, non mancano neppure i casi di omicidio a danno delle donne over 65.

“Le donne anziane – scrive Auser in una nota - vivono le fragilità della terza e quarta età con redditi spesso modesti, restano più spesso vedove e sole, inoltre hanno più difficoltà nel difendersi e chiedere aiuto e sono meno consapevoli dei loro diritti e, qualora li conoscano, meno pronte a rivendicarli”. Per questo lo Spi Cgil e i volontari di Auser si sono uniti per cercare di aggregare partner istituzionali e non, per fare qualcosa di concreto contro tale fenomeno e, altresì, per far crescere la consapevolezza sia da parte delle donne abusate sotto il profilo economico, psicologico e fisico sia da parte degli operatori che potenzialmente possono riconoscere i segnali e intervenire per tempo. La collaborazione virtuosa tra Ausl e rappresentanza di società civile porterà ad una formazione "ad hoc" nei confronti di operatrici e operatori che nei consultori, in pronto soccorso, in questura o nelle caserme carabinieri saranno istruiti per riconoscere questi particolari casi di abuso femminile.

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