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"Un’impresa possibile", storie di migranti e imprenditoria

Noel, richiedente asilo originario della Costa d’Avorio, ha deciso di aprire un barber shop a Bologna. La sua esperienza sarà raccontata in un seminario sui percorsi che favoriscono l’inclusione sociale attraverso lo sviluppo di attività autonome. Il 26 maggio al Festival del turismo responsabile

26 maggio 2018

FestivalItacà Logo

BOLOGNA – Quali sono i passaggi per creare un programma ad alto impatto capace di far emergere idee e talenti tra i migranti, sviluppare competenze imprenditoriali e che abbia come esito l’avvio di imprese gestite direttamente da loro? Sono le domande a cui proveranno a rispondere i partecipanti a “Un’impresa possibile. Storie e riflessioni su migranti e imprenditoria”, il seminario promosso all’interno di Itacà, il Festival del turismo responsabile in corso a Bologna, in cui si cercherà di indagare i percorsi che vanno oltre il classico inserimento lavorativo, per sua natura temporaneo e non risolutivo sul lungo periodo, e promuovere una riflessione sull’inclusione sociale attraverso l’avvio e lo sviluppo di attività lavorative autonome. “Obiettivo dell’incontro è creare un momento di -confronto critico tra i diversi soggetti che si occupano di temi relativi alla migrazione e, in particolare, a migranti e inserimento lavorativo – spiega Samanta Musarò che del seminario sarà la coordinatrice – Come Kilowatt noi seguiamo da anni CoopUp Bologna, un progetto di incubazione per nuove imprese e ultimamente abbiamo sviluppato un percorso di accelerazione per Emilbanca, e ci stavamo interrogando se questi percorsi possono essere utili anche ai migranti che vogliono attivare un’impresa”. Da qui l’idea di coinvolgere la comunità di riferimento per ragionare sui passaggi da seguire per facilitare l’imprenditoria da parte dei migranti, capire quali sono i punti critici e le potenzialità e se c’è effettivamente un desiderio emergente tra gli ospiti dei progetti Sprar. Il seminario si terrà il 26 maggio alle Serre dei Giardini Margherita (via Castiglione 134, Bologna) e sarà anche l’occasione per raccontare le esperienze già attive.

“È la prima volta che ci avventuriamo in un’esperienza simile, che va oltre la ricerca di un lavoro, il tirocinio o il corso di formazione. Per la prima volta abbiamo deciso di sostenere, anche economicamente, l’apertura di un barber shop da parte di un richiedente asilo inserito nei percorsi Sprar”. A parlare è Daniele Greco del Coordinamento formazione e lavoro adulti Sprar di Asp: “È la dimostrazione che Asp agevola e supporta chi manifesta la volontà di intraprendere percorsi inusuali”. Il richiedente asilo in questione si chiama Noel, viene dalla Costa d’Avorio ed è in Italia da un anno e dieci mesi. Ha vinto un bando Acer e ora ha la possibilità di usufruire di un immobile in affitto: “Noel è venuto da noi e ci ha espresso il desiderio di aprire un barber shop. Lui in Costa d’Avorio faceva il barbiere, e ci ha detto che avrebbe voluto continuare con questa professione. Abbiamo accettato la sfida”. Dopo alcuni colloqui conoscitivi, Asp ha scelto di avallare la sua richiesta, affiancandolo in tutte le attività propedeutiche all’avvio della microimpresa (dal business plan all’apertura di una società). “Il barber shop aprirà nelle prossime settimane in zona Zanardi e ne siamo orgogliosi – continua Greco –. Noel è molto radicato sul territorio: per questo ha scelto di investire in questa attività anche risorse proprie. Sta già pensando a come potrà promuovere il suo negozio, a quali attività di comunicazione avviare. Vuole coinvolgere la platea di lingua francese – la sua madrelingua –, ma aprirsi anche a quella inglese e italiana”. Come sottolinea Greco, la buona riuscita di questa prima esperienza è dipesa molto anche dal lavoro di rete realizzato per Noel che, oltre ad Asp, ha coinvolto anche Antoniano – Noel è ospite in una delle loro strutture – e Lai-momo – che nella pratica seguirà Noel da un punto di vista lavorativo.

La cooperativa sociale Lai-momo insieme alla cooperativa sociale Abantu si occupano, infatti, del servizio trasversale lavoro all’interno dello Sprar, quindi i ragazzi accolti nelle strutture Sprar che sono pronti per un percorso di inserimento lavorativo vengono segnalati ad Asp che li affida al tutoraggio delle due cooperative. “Quando ho conosciuto Noel aveva già questa idea imprenditoriale in mente – racconta Serena Tosi dell’area lavoro di Lai-momo che si occupa del suo tutoraggio – La valutazione da parte nostra, di Asp e dell’equipe dell’accoglienza ha ritenuto che avesse caratteristiche ed energia notevoli, la capacità di usare canali propri per informarsi e di portare a termine il progetto”. Lai-momo sostiene Noel con le procedure burocratiche e i vari passaggi necessari per l’apertura del negozio, da parte sua Noel si informa, frequenta incontri sull’autoimprenditoria e ha già trovato un commercialista a cui appoggiarsi. “È molto autonomo – conclude Tosi – ha anche già aperto una sua pagina su Facebook per farsi pubblicità”.

Tra i partecipanti al seminario ci saranno anche Matteo Bartolomeo di Make a cube di Milano, Giorgia Bonaga di Fondazione Grameen Bologna, Patrick Landi di Opes Impact Fund di Milano, e Suleman Diara di Barikamà, cooperativa sociale di Roma fondata da 4 migranti per la produzione di yogurt biologico e ortaggi che fa inserimento lavorativo di ragazzi con sindrome di Asperger. “L’idea è di dare diversi sguardi sulla filiera da seguire per arrivare all’avvio di un’attività economica interamente gestita dai migranti”, conclude Musarò. (lp – Ambra Notari)

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