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Stallo sulla formazione del governo: resta il nodo Savona

Ieri il presidente incaricato Giuseppe Conte è salito al Quirinale: sul tavolo numerosi nodi da sciogliere sulla squadra di governo, primo fra tutti il candidato all’Economia, Paolo Savona

26 maggio 2018

ROMA – Lo strappo sul nome di Paolo Savona al Tesoro allunga i tempi quando, al contrario, si cominciava a parlare di date possibile per il giuramento del nuovo governo. Ieri il presidente incaricato Giuseppe Conte è salito al Quirinale: sul tavolo numerosi nodi da sciogliere sulla squadra di governo. Primo fra tutti, appunto, il candidato all’Economia, Paolo Savona, che 5 stelle e Lega continuano a vedere come la persona ideale, nonostante i dubbi del Quirinale. Difficile dire di quanto si allontani la possibilità di formare il nuovo governo e se conte riuscirà a sciogleire il nodo. Di certo il premier ha di fronte una nuova giornata di lavoro e mediazione

"Caro Salvini, state giocando sulla pelle del Paese per i vostri miseri interessi. Invece governare è prendersi cura dell'Italia" scrive su Twitter Maurizio Martina, segretario reggente Pd, mentre Matteo Renzi su Facebook attacca Salvini e Di Maio: “Se aumenta il costo dei mutui, la responsabilità è solo vostra".  Francesco Storace precisa: Il Giornale d'Italia ha posto una domanda chiara a Matteo Salvini. Altrettanto chiara la risposta. Gli chiediamo ieri sera: se non c'e' Prof. Paolo Savona il governo Conte parte? La risposta di Matteo Salvini al Giornale d'Italia e' secca: 'No'". Salvini che ieri in un post su Facebook si è definito "davvero arrabbiato". La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, vicina a Salvini: "Su Paolo Savona, una nuova inaccettabile ingerenza di Mattarella, dopo l'ostinazione a non conferire l'incarico di governo al centrodestra. Ho comunicato a Salvini che Fratelli d'Italia, pur senza aver cambiato idea sul governo giallo-verde, offre il suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell'economia non indicato da Bruxelles. L'Italia e' ancora una nazione sovrana, Juncker e la Merkel se ne facciano una ragione". 

Le altre caselle al centro delle valutazioni sono gli Esteri e la Difesa. Alla Farnesina perde quota l’ipotesi Giampiero Massolo, mai digerito del tutto da buona parte del Movimento, e salgono le quotazioni di Pasquale Salzano, ambasciatore in Qatar e di Pomigliano d’Arco come Di Maio. Alla Difesa i 5 stelle puntano forte su Elisabetta Trenta. Il super ministero Lavoro e Sviluppo economico dovrebbe toccare proprio a Di Maio, anche se i leghisti frenano perché vorrebbero il Mise. Alle Infrastrutture il favorito è Giuseppe Bonomi, ex manager di Sea e vicino al Carroccio. Per Matteo Salvini sembra ormai scontata la guida del Viminale e per Gian Marco Centinaio il Turismo. Giancarlo Giorgetti è destinato a ricoprire il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Il Movimento rivendica il ministero dell’Ambiente per l’ex generale di brigata dell’Arma dei carabinieri, Sergio Costa, che ha guidato l’inchiesta sulla Terra dei fuochi in Campania. Alle Riforme in pole c’è Danilo Toninelli; ai Rapporti con il Parlamento un altro fedelissimo di Di Maio: Riccardo Fraccaro; così come alla Giustizia Alfonso Bonafede.  (RS - DiRE)

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