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"L'incertezza politica rischia di tarpare le ali all'impresa sociale"

L'analisi di Stefano Granata, presidente del Gruppo cooperativo al quale aderiscono 58 consorzi e oltre 700 cooperative o imprese sociali. "Abbiamo bisogno di connetterci con realtà internazionali. Abbiamo bisogno dell'Unione Europea"

28 maggio 2018

MILANO - "L'innovazione non la si costruisce nel cortile di casa. Di localismo l'impresa muore. Abbiamo bisogno di connetterci con realtà internazionali. Abbiamo bisogno dell'Unione Europea": Stefano Granata è il presidente del Gruppo cooperativo Gino Mattarelli (Cgm), di cui fanno parte 58 consorzi territoriali e 701 cooperative o imprese sociali che danno lavoro a 42mila persone. Che ricadute ha la crisi politica e istituzionale su una realtà così grande del terzo settore? "Siamo in una fase in cui si sta cercando di dare un futuro alle imprese sociali - spiega Stefano Granata -. Il problema è il perdurare della situazione di stallo: noi abbiamo bisogno di un Governo e di un Parlamento che diano una linea politica chiara, anche in tema di misure di sostegno al nostro settore. Ma questa linea politica non c'è. L'economia però non si ferma e l'impresa sociale, che avrebbe bisogno di un sostegno, rischia di rimanere indietro. L'impresa sociale ha da poco spiccato il volo, ma la situazione di incertezza rischia di tarparle le ali".

"Siamo i primi a dire, non da ieri, che alcune regole del mercato europeo non ci vanno bene -aggiunge Stefano Granata-. Da sempre invochiamo un modello economico meno speculativo e più attento ai bisogni delle persone, in particolare di quelle in difficoltà. Ma non ci si può chiudere dentro i confini del Paese. Abbiamo bisogno di fare scambi, di creare partnership". L'uscita dall'euro sarebbe una disgrazia. "Mi auguro che questa eventualità non sia neanche presa in considerazione -sottolinea il presidente di Cgm-. Avrebbe un costo enorme sia per le famiglie che per le imprese. E senza poi un reale vantaggio in termini di competività". (dp)

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