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"Le facce dell'esclusione": un miliardo di bambini vive in povertà

Rapporto di Save the children: 240 milioni vivono in aree dilaniate dai conflitti. "Povertà, conflitti o discriminazioni contro bambine e ragazze minacciano l'infanzia di oltre la meta' dei minori al mondo". Niger il paese al mondo dove l'infanzia e' più a rischio

31 maggio 2018

Foto Souvid Datta/Save The Children
Rapporto le molte facce dell'esclusione 1

ROMA - Alla vigilia della Giornata internazionale dei bambini, Save the children lancia il rapporto "Le tante facce dell'esclusione" con la seconda edizione della classifica globale dei Paesi dove l'infanzia incontra condizioni piu' o meno favorevoli. "1 miliardo di bambini, nel mondo, vive in Paesi affetti dalla povertà, 240 milioni in aree dilaniate dai conflitti e oltre 575 milioni di bambine e ragazze si trovano in contesti caratterizzati da gravi discriminazioni di genere nei loro confronti", denunciano gli osservatori. 

"Poverta', conflitti o discriminazioni contro bambine e ragazze minacciano l'infanzia di oltre la meta' dei minori al mondo: piu' di 1,2 miliardi di bambini- spiega il comunicato- che rischiano di morire prima di aver compiuto 5 anni, di soffrire le conseguenze della malnutrizione, di non andare a scuola e ricevere un'istruzione o di essere costretti a lavorare o a sposarsi troppo presto. Circa 153 milioni di minori vivono invece in Paesi in cui tutte e tre queste gravi minacce - poverta', conflitti e discriminazioni di genere - sono purtroppo ben presenti".

"Il Niger- segnala Save The Children- si conferma il Paese al mondo dove l'infanzia e' piu' a rischio, seguito da Mali, Repubblica Centrafricana, Ciad e Sud Sudan, mentre Singapore e Slovenia condividono il primo posto della classifica, stilata per il secondo anno consecutivo da Save the Children, dei 175 Paesi dove i minori hanno maggiori opportunita' di vivere a pieno la propria condizione di bambini. Seguono, tra i Paesi piu' a misura di bambino, gli scandinavi Norvegia, Svezia e Finlandia". "L'Italia si posiziona invece all'ottavo posto a pari merito con la Corea del Sud, guadagnando una posizione rispetto allo scorso anno, sebbene nel nostro Paese quasi 1 milione e trecentomila bambini e ragazzi vivono in condizioni di poverta' assoluta. Stati Uniti, Russia e Cina (rispettivamente al 36esimo, 37esimo e 40esimo posto), infine- prosegue la nota- si trovano dietro la maggior parte dei Paesi dell'Europa occidentale".

"Non possiamo piu' permettere - commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children - che cosi' tanti bambini - piu' della meta' a livello globale - corrano il rischio di perdere la propria infanzia gia' dal momento in cui vengono al mondo e che siano costretti sin da subito a fare i conti con condizioni di forte svantaggio e ostacoli difficilissimi da superare. Cio' avviene perche' semplicemente sono delle bambine, oppure perche' nascono e crescono in contesti caratterizzati dalla poverta' o dalla guerra, dove per loro altissimo e' il rischio di essere costretti al lavoro minorile, di subire sulla propria pelle le conseguenze della malnutrizione oppure, per quanto riguarda le ragazze, di essere costrette a sposare uomini spesso molto piu' grandi di loro quando sono ancora soltanto delle bambine. Benche', rispetto allo scorso anno, abbiamo riscontrato importanti passi avanti in 95 paesi su 175, questi miglioramenti non stanno avvenendo abbastanza velocemente e, anzi, in ben 40 Paesi le condizioni di vita dei bambini sono notevolmente peggiorate".

"Senza sufficienti azioni urgenti infatti, il mondo non riuscira' a raggiungere l'obiettivo di garantire, entro il 2030, salute, educazione e protezione a tutti i minori, come previsto dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati dall'Onu nel 2015. I governi, pertanto- conclude Neri- possono e devono fare di piu' per garantire un futuro a ogni bambino al mondo, e anche nel nostro Paese i passi da compiere sono ancora moltissimi, considerando che poverta' economica ed educativa continuano a privare bambini e adolescenti delle opportunita' necessarie per vivere l'infanzia che meritano e costruirsi il futuro che sognano". (DIRE)

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