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Il ministero delle disabilità piace e non piace: le associazioni si dividono

Soddisfatto il presidente della Fand, Franco Bettoni: "Ben venga una figura di raccordo fra i vari ministeri per fare sintesi fra i diversi ambiti delle politiche in materia di disabilità". Perplesso il presidente di Anffas, Roberto Speziale: "Scelta potenzialmente categorizzante e non inclusiva"

01 giugno 2018

ministro disabilità Fontana

ROMA – E' una delle novità del governo nascente e già divide gli animi: il ministero delle disabilità e della famiglia soddisfa tanti, preoccupa molti. Non piace a Jacopo Melio, per esempio, giornalista e scrittore con disabilità. Ma piace alla Fand, una delle due principali federazioni delle associazioni per la disabilità. “Apprendiamo con estremo piacere la nascita nel nuovo Governo del ministero della disabilità e della famiglia – commenta il presidente di Fand, Franco Bettoni - Per noi è certamente un segnale positivo e nutriamo massima fiducia nell’operato di questo nuovo ministero dedicato alla tutela della disabilità e della famiglia: due aspetti che, in molti casi, si intersecano e si sovrappongono, questo dunque rappresenta per noi un fatto certamente positivo”. Ora, per Bettoni, “bisognerà capire quali saranno le specifiche competenze attribuite al nuovo dicastero: da sempre abbiamo espresso la necessità di una figura di raccordo fra i vari ministeri per fare sintesi fra i diversi ambiti delle politiche in materia di disabilità. Pertanto l'istituzione di questo nuovo ministero potrà rappresentare l'occasione giusta per armonizzare ed uniformare le tutele esistenti”.  

Franco Bettoni (presidente Anmil - Fand)

Bettoni si dice dunque “molto fiducioso sul lavoro che potrà portare avanti il nuovo ministro” e si augura che “possa essere dato un nuovo impulso alle tante tematiche che più ci stanno a cuore e che maggiormente impattano sulla nostra categoria: la piena attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, il rafforzamento dei fondi per le politiche sociali, la semplificazione del sistema di accertamento della disabilità, la piena operatività della legge sul collocamento mirato, la garanzia di un adeguato sostegno economico della persona nelle forme previste dalla legge per ogni tipo di disabilità; l'abbattimento delle barriere architettoniche, fisiche, sensoriali e culturali che impediscono alle persone disabili una piena partecipazione alla vita sociale, la piena accessibilità ad ogni bene o servizio, alla comunicazione ed all'informazione, la promozione e la tutela della mobilità e dell'autonomia, la tutela del diritto allo studio e la piena inclusione scolastica”. Per concludere, Bettoni assicura al nuovo governo “la piena disponibilità della Fand ad offrire la massima collaborazione al ministro Fontana per realizzare gli obiettivi di maggior interesse per la tutela della categoria e delle loro famiglie il cui aiuto e supporto è fondamentale per l’ottimale gestione dei costi”. 

roberto speziale

Esprime forti perplessità invece l'Anffas, che fa parte dell'altra grande federazione: “Il recente congresso Fish aveva già sollevato perplessità, da noi condivise, in ordine alla previsione di uno specifico ministero, tra l’altro, senza portafoglio, per le disabilità – dichiara il presidente nazionale di Anffas, Roberto Speziale - Temiamo infatti chetale scelta, pur nelle buone intenzioni, possa essere 'potenzialmente categorizzante' di un mondo che, invece, ha necessità di politiche trasversali ed inclusive. Il nostro auspicio è che non si tratti di un fatto puramente 'estetico', ma che l’intento sia quello di creare un collegamento e un coordinamento interministeriale e con le Regioni, che garantisca che le norme vengano concretamente attuate, a tutti i livelli, e che i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari siano resi realmente e pienamente esigibili nei vari ambiti (salute, lavoro, scuola, inclusione sociale). Colmando così rapidamente un 'vulnus' non più sostenibile e tollerabile tra ciò che le norme prevedono e la vita materiale delle persone con disabilità e dei loro familiari”.

-C'è poi, per Speziale, la questione dell'Osservatorio nazionale sulle condizioni delle persone con disabilità, “precedentemente incardinato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, oggi Ministero del Lavoro e del welfare, che vede alla guida il Ministro Luigi Di Maio. Si auspica che tale incardinamento rimanga inalterato – afferma Speziale - in quanto garantisce un luogo maggiormente trasversale e partecipato. Ma temo che in presenza di un specifico ministero, tale auspicio sarà difficilmente concretizzato. E poi c'è da capire che fine farà il Programma biennale di azione del governo, nelle sue 8 linee di intervento, definito dall’Osservatorio con il precedente Governo. E ci sono altre questioni, di grande rilevanza, aperte con altri Ministeri, per esempio il completamento della riforma del sistema di inclusione scolastica, a cui stiamo lavorando come Osservatorio all'interno del Miur. Sarà il nuovo Ministro delle disabilità a raccordarsi con questo e gli altri ministeri, oltre che con il Parlamento, e a sostenere le nostre istanze? E poi ci sono tutte le questioni dei fondi nazionali: politiche sociali, non autosufficienza, vita indipendente... Per non parlare dell’applicazione delle Legge 112 sul 'durante dopo di noi', del riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari, inserito nella legge di stabilità con un fondo triennale di 60 milioni, ma che deve essere sostanziato con una apposita legge. Che fine farà tutto il lavoro fatto?” 

Accanto alla perplessità e alla preoccupazione, Anffas assicura però “un atteggiamento collaborativo con il nuovo ministro, e più in generale, con l’intero governo e parlamento, nella speranza di venire al più presto convocati, per conoscere le politiche che il governo intende attuare. Fermo restando che, per quanto ci riguarda, i paradigmi di riferimento rimangono fortemente ancorati alla convenzione Onu”. (cl)

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