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2 giugno, Festa della Repubblica. Anche con i Corpi civili di Pace

A Roma, in contemporanea con la sfilata dei Fori Imperiali, l'evento conclusivo della prima sperimentazione dei Corpi civili di Pace, avviata un anno fa: 102 volontari sono stati impegnati in 19 progetti di solidarietà e cooperazione all'estero e in Italia. Previsti ancora due anni. Poi ci sarà una stabilizzazione dell'esperienza?

02 giugno 2018

ROMA - Si è svolto oggi a Roma, non lontano dai Fori Imperiali e dalla sfilata che ha celebrato la Festa della Repubblica, l’evento conclusivo della prima sperimentazione in Italia dei Corpi civili di Pace, a pochi giorni dal termine dei progetti avviati il 5 giugno di un anno fa. 

L’evento "Corpi civili di pace: i primi semi di un grande sogno”, realizzato da ACLI, Arci Servizio Civile, Caritas Italiana, CESC Project, Focus-Casa dei Diritti Sociali, FOCSIV, Federazione SCN/CNOS e "Un Ponte per…", ha visto presenti oltre 50 volontari, sui 102 complessivamente avviati un anno fa, che sono stati impegnati in 19 progetti di solidarietà, cooperazione e sviluppo principalmente all’estero, in Paesi che hanno subito in passato le violenze della guerra, e in Italia in territori specifici, come ad esempio la Terra dei fuochi.

Al centro dell’iniziativa la testimonianza dei giovani volontari al termine della loro esperienza di un anno, che è partita in forma ancora sperimentale e che è previsto vada a coinvolgere complessivamente 500 giovani in tre anni. Anche per questo Primo Di Blasio, coordinatore dei progetti all’estero della FOCSIV, ci dice che “l’obiettivo degli enti, dopo questo primo anno di sperimentazione, è quello di rendere stabile questa esperienza, istituita nel 2013 grazie solo ad un emendamento alla Legge di Stabilità 2014, ma anche diffonderne la conoscenza e il suo valore”. Diego Cipriani (Caritas Italiana), illustrando alcuni elementi emersi dal confronto con i volontari, ha proposto a nome di tutti gli enti alcuni correttivi innovativi della sperimentazione, come la possibilità di rendere biennale l’impegno dei giovani, e quello di inserire i CCP in maniera più chiara e precisa nel quadro più ampio della “difesa civile” all’estero dello Stato, senza mai recidere il legame originario con il servizio civile nazionale.

Dopo l’incontro giovedì scorso con una delegazione della CNESC (Conferenza enti nazionali di servizio civile), ha fatto giungere un saluto scritto anche il Presidente della Camera Roberto Fico, che ha voluto “ricordare chi, come i volontari del servizio civile e - in particolare - dei corpi civili di pace, sono impegnati ogni giorno nel promuovere i valori della nostra Carta Costituzionale”. Un’esperienza, quella del servizio civile, che per il Presidente Fico “è diventata una risorsa irrinunciabile, preziosa per chi ne beneficia, ma anche e soprattutto per i ragazzi che, con la decisione di dedicare un anno della loro vita agli altri, vivono esperienze di arricchimento e crescita”.

All’evento hanno portato il loro contributo anche Luigi Bobba, già Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con delega al servizio civile, Calogero Mauceri, capo Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, e Antonio Alessandro, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Sia Bobba che Mauceri hanno concordato sull’opportunità che questa esperienza continui in maniera stabile, approfondendone gli aspetti di maggiore innovatività tramite il Comitato di monitoraggio e valutazione istituito ad hoc, mentre Alessandro ha sottolineato come sia stata positiva la collaborazione fra le Istituzioni e gli enti, e che per il futuro la Farnesina è sempre pronta al confronto e ad ampliare il numero di Paesi destinatari degli interventi.

Sono intervenuti inoltre Giovanni Bastianini, Presidente della Consulta nazionale del servizio civile, Marco Mascia, dell'Università di Padova-Centro di Ateneo per i diritti umani “Antonio Papisca”, Giulio Marcon, promotore in Parlamento della sperimentazione sui CCP nel 2013, e Francesca Bonomo (PD), che hanno incoraggiato i giovani a proseguire “con orgoglio” in questo impegno che “interpreta e attua i valori costituzionali e i principi del diritto internazionale” come ha sottolineato il prof. Mascia.

A settembre infine è atteso l’esito della valutazione dei prossimi progetti relativi ai Corpi civili di Pace, che successivamente dovrebbero permettere l’avvio di altri 200 giovani. (FSp)

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