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Toscana Pride a Siena, il 16 giugno attese migliaia di persone

Il governatore toscano Rossi: “E' una bella manifestazione, ci sono stato molte volte, e consiglio i cittadini di partecipare, anche con i bambini. Non capisco questa posizione regressiva del neoministro della famiglia”

05 giugno 2018

FIRENZE - Una grande mobilitazione che coinvolgerà tutti. Così è stato presentato il Toscana Pride, in programma il 16 giugno a Siena. Attese migliaia di persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e trasngender, queer, intersessuali, asessuali ed eterosessuali che sfileranno insieme “Per Orgoglio e per Amore”, questo il titolo della manifestazione, in nome di ciò che li unisce. “In una stagione così fortemente contrassegnata dall’odio, dalla violenza e dalla paura – è stato spiegato dagli organizzatori - c’è una umanità che rifiuta il razzismo, il sessismo, l’omo/bi/transfobia e tutte le forme di discriminazione e che si mette in cammino verso un nuovo orizzonte di libertà, autodeterminazione ed inclusione”. 

Sarà un’invasione pacifica e colorata scandita dal ritmo dei gruppi di percussionisti Bandao e Bandidas, che vedrà la presenza di tante persone anche da oltre regione, grazie ai bus in arrivo da Firenze, Arezzo, Pisa, Perugia e Roma. Non mancheranno i carri musicali e per la prima volta, il trenino delle famiglie arcobaleno con tanti bambini e bambine.

“Andremo alla manifestazione di Siena, come abbiamo sempre fatto. E' una bella manifestazione, ci sono stato molte volte, e consiglio i cittadini di partecipare, anche con i bambini". Così il presidente Enrico Rossi, che stamani ha partecipato, assieme alla vicepresidente Monica Barni e alla portavoce del Toscana Pride Marialuisa Favitta, alla conferenza stampa di presentazione del Toscana Pride.

Quanto alle dichiarazioni del neoministro della famiglia Lorenzo Fontana sulle famiglie arcobaleno, e alle polemica sollevata dall'associazione "Difesa dei valori" per il patrocinio dato dalla Regione al Toscana Pride, questo il commento di Rossi: "Non capisco questa posizione regressiva. Noi non torniamo indietro e andiamo avanti sulla nostra strada. Nel 2004 siamo stati la prima Regione ad approvare la legge contro le discriminazioni sessuali, una legge pionieristica in materia di diritti delle persone a prescindere dal loro orientamento sessuale o dalla loro identità di genere. Da allora siamo andati sempre avanti, nelle azioni di contrasto all'omofobia e a favore del rispetto della diversità".

"Ricordiamoci che esiste una legge dello stato che regola le unioni civili, e quindi la creazione di nuove famiglie, una legge che deve essere applicata - ha sottolineato Monica Barni - Le famiglie arcobaleno esistono nella realtà, e, oltre a pagare le tasse, pagano più di altre il fatto di vivere in uno Stato che non tutela i suoi cittadini allo stesso modo, anche quando una legge sancisce i loro diritti. Diritti che non possono essere riservati solo a chi può permettersi di andare in tribunale, ma devono essere di tutti. Su questo la Regione Toscana continuerà a battersi. Riprendo le parole del presidente Rossi: "La Regione Toscana, io e la Giunta, siamo dalla parte delle famiglie Arcobaleno e dei loro bambini. A sostegno della dignità e dell'eguaglianza dei diritti. Ora e sempre"".

La Regione Toscana partecipa, in qualità di ente fondatore, alla rete nazionale Re.a.dy (Rete delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni). Ogni anno la Regione dà un contributo complessivo di 80.000 euro alle circa 25 amministrazioni toscane che aderiscono alla rete (circa 3.000 euro a ciascuna amministrazione), per la realizzazione di interventi e iniziative di promozione delle pari opportunità e di integrazione delle politiche riguardanti le persone LGBTI. Nessun contributo specifico è stato dato al Pride di Siena, mentre è stato concesso il patrocinio regionale ed è stata stabilita la partecipazione del Gonfalone.

 

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