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Cabernet e squacquarone: la piadina di San Patrignano sbarca a Milano

Ci sono già le prime recensioni su Tripadvisor per il locale gestito a Milano, dai ragazzi della comunità di recupero San Patrignano, nei locali del centro commerciale al Portello. Rughi: “La ristorazione è il settore che assorbe i ragazzi che escono dalle comunità”

06 giugno 2018

MILANO - “Ottimi il crudo e lo squacquerone” scrive su Tripadvisor una buona forchetta di passaggio. “Cabernet del 2013, 14,5 gradi. Ottimo...”, rilancia una ragazza con tanto di puntini di sospensione dovuti forse al tasso alcolico del Montepirolo che ha appena sorseggiato. “Qualità sì, prezzi troppo cari” chiosa uno dei soliti bastian contrari che affollano i siti di recensioni. Nasce a Milano la piadineria gestita dai ragazzi della comunità di recupero di San Patrignano.
È stata inaugurata alle 19 di martedì 5 giugno dentro a uno spazio messo a disposizione gratuitamente dal centro commerciale al Portello. “Con i progetti di formazione attivi da più di dieci anni abbiamo notato come la ristorazione e l'alberghiero sono i settori dove è possibile assorbire i ragazzi che escono di comunità dopo aver avuto problemi di dipendenza”, spiega Lucia Rughi, fra le coordinatrici del progetto gastronomico-commerciale della comunità di recupero romagnola.

Non è la piadineria la prima esperienza che i coinvolge i ragazzi di San Patrignano. “Già sei anni fa abbiamo aperto dentro al centro un'attività che aveva più le caratteristiche di un piccolo chiosco – prosegue Lucia Rughi – ma ora ci hanno concesso uno spazio doppio, nuovo arredamento e layout da piadineria di ultima generazione. Se questa specialità romagnola di solito è considerata un prodotto di cucina povera, noi la proponiamo in chiave gourmet con farciture preziose come il prosciutto di Mora Romagnola. Tutti piatti per valorizzare le materie prime prodotte e lavorate artigianalmente nell'azienda agricola della comunità”. In questi anni all'interno del chiosco sono già transitati una quarantina di ragazzi ma “cinque sono quelli che lavorano fissi e si sono appoggiati anche alla sezione milanese di San Patrignano per essere aiutati con gli alloggi in fase di primo trasferimento”.

La piadineria del Portello va ad aggiungersi alla pizzeria vicino San Patrignano aperta al pubblico da quasi dieci anni, che è stata premiata anche da Gastronauta. Oltre a un ristorante e un agriturismo anche questi nei pressi della comunità. “Era stato aperto un piccolo punto di pizza al taglio a Verona ma poi chiuso per via dei costi fissi troppo alti” spiega Lucia Rughi. “Ora che il centro commerciale ci ha concesso gratuitamente i locali possiamo iniziare con questa attività anche a Milano. Per chi è stato tre-quattro anni in un ambiente protetto come la comunità è difficile il reinserimento sopratutto lavorativo, che però è una delle tappe fondamentali per un pieno recupero”. (Francesco Floris)

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