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Terremoto, nelle Marche "perse 497 imprese e 1.500 posti lavoro"

I risultati di un'indagine condotta dal Centro studi di Cna Marche: nel cratere hanno interrotto l'attività a causa terremoto 135 attività che offrono servizi alla persona, 120 esercizi commerciali e 242 aziende agricole. "Urgente porre un freno all'abbandono dei territori"

06 giugno 2018

Ancona - "Dall'inizio del sisma perse 497 imprese e almeno 1.500 posti di lavoro". Sono i risultati di un'indagine condotta dal Centro studi di Cna Marche e descritti dalla responsabile per la Ricostruzione dell'associazione di categoria Camilla Fabbri. Secondo la Cna nei Comuni marchigiani del cratere hanno interrotto l'attivita' causa terremoto 135 attivita' che offrono servizi alla persona, 120 esercizi commerciali e 242 aziende agricole. Complessivamente si registra un calo del 9,3% di edicole, del 7,1% di panetterie, del 6,8% di macellerie, del 6,4% di mercerie, del 5,9% di fiorai, del 5,6% di distributori di benzina e del 4,3% di ambulanti.

-"È urgente- spiega Fabbri- porre un freno all'abbandono dei territori colpiti dal sisma da parte di imprese e popolazione. La Cna Marche ha elaborato cinque progetti per favorire un percorso di rinascita per le realta' produttive del cratere marchigiano. I progetti sono stati presentati all'Istao nell'ambito del 'Patto per la ricostruzione e sviluppo' voluto dalla Regione Marche. L'obiettivo che ci poniamo e' quello di valorizzare le risorse imprenditoriali nelle aree coinvolte dal sisma utilizzando nuovi strumenti: iniziative per frenare la scomparsa di attivita' tradizionali e di servizi ai cittadini".

Nelle aree del sisma si e' registrato anche un crollo degli investimenti delle imprese manifatturiere del 22,5% ed un calo della spesa per i consumi del 9,3%. Conseguenza di questi dati e' un avvio di spopolamento: si registra un calo di 2.392 residenti.

"In questa fase - sostiene Fabbri - occorre evitare duplicazioni di progetti e dispersioni di risorse con la creazione di una unica Cabina di Regia che monitori tutti i progetti e le iniziative in campo finalizzati alla ripresa economica e sociale delle aree colpite dal sisma. Inoltre sarebbe auspicabile che i futuri bandi e progetti tenessero conto che il tessuto produttivo marchigiano e' composto da piccole imprese, abbassando a 100mila euro la soglia di investimento ammissibile ai finanziamenti". (DIRE)

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