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Richiedenti asilo dietro la telecamera contro gli stereotipi

Sei cortometraggi realizzati da altrettanti richiedenti asilo inseriti nei percorsi Sprar di Bologna smontano gli stereotipi legati all’Africa e ai suoi abitanti. È il progetto “L’altra faccia di” e sarà presentato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato

09 giugno 2018

Richiedenti asilo - Progetto L’altra faccia di

BOLOGNA - Sei ragazzi originari di Gambia, Guinea Conakry, Ghana, Camerun e Mali. Sei richiedenti asilo tra i 20 e i 30 anni inseriti nei percorsi Sprar che, dopo tre mesi di laboratori, si mettono dietro alla cinepresa e, passo dopo passo, provano a smontare gli stereotipi legati all’Africa e ai suoi abitanti. È il progetto portato avanti dalla cooperativa Arca di Noè del Consorzio l’Arcolaio in occasione della Giornata mondiale del rifugiato (il prossimo 20 giugno). Il risultato è “L’altra faccia di”, 6 video partecipativi che saranno proiettati sabato 23 giugno dalle 19 presso Baumhaus al Parco del Dlf di Bologna. 

Tutto è cominciato lo scorso febbraio grazie alla collaborazione tra Arca di Noè e Zalab, associazione per la produzione, distribuzione e promozione di documentari sociali e progetti culturali. “Abbiamo cominciato con incontri di gruppo – spiega Michele Cattani dell’Ufficio comunicazione di Arca di Noè che con Michele Aiello di Zalab ha curato i laboratori – per far emergere le tematiche che avrebbero voluto approfondire. Si è deciso per gli stereotipi sull’Africa e gli africani: tutti sentivano l’urgenza di raccontare la vita, gli impegni e, soprattutto, l’impegno di un richiedente asilo”. Il macrotema “stereotipi” è poi stato declinato in alcuni microtemi: cibo, sport, religione, ruolo delle donne. Ogni appuntamento è stato suddiviso in due parti, una tematica e una tecnica: “Ho proposto loro alcuni stili per la realizzazione di corto-mediometraggi e spiegato vari metodi stilistici. Il primo che si è cimentato ha scelto una strada e gli altri si sono uniformati”.

Richiedenti asilo - Progetto L’altra faccia di 2

Voce fuori campo, interviste, riflessioni: è questo lo schema dei 6 video realizzati, lunghi tra i 10 e i 20 minuti. C’è chi, come Sainey, originario del Gambia, ha scelto di raccontare lo sport che pratica, il baseball per ciechi e ipovedenti, tramite riprese sul campo e interviste ai compagni di squadra. Un altro ragazzo gambiano, invece, ha messo a confronto il cibo tradizionale bolognese e quello del Gambia. Per farlo, è andato a scoprire i segreti dei tortellini. Il risultato? Le occasioni di socializzazione che il cibo tradizionale crea sono uguali in tutto il mondo. Un altro ragazzo si è occupato di politiche di genere, uno di danze e musica, un amico ha preferito dedicarsi allo sport – al calcio nello specifico – per spiegare come per lui sia importante affrontare la vita come fosse una partita, nel perenne impegno a migliorare.

“È stata un’esperienza impegnativa ma bella – continua Cattani –, non solo perché i richiedenti asilo coinvolti hanno imparato a girare un video. Crediamo profondamente nella necessità di dare la parola a chi, di solito, non è mai interpellato. Si parla di migrazioni? È fondamentale che a intervenire siano, in primis, i migranti. Desideriamo che chi è sempre raccontato, si racconti. Troppo spesso i migranti sono ripresi per essere mostrati senza avere alcun controllo su ciò che comunica la loro immagine. In altre occasioni, per sospetto e diffidenza, sono ignorati se non rimossi totalmente dal campo visivo”. 

Richiedenti asilo - Progetto L’altra faccia di 3

“L’altra faccia di” è solo uno dei 4 appuntamenti che l’Arca di Noè organizza per celebrare la Giornata del rifugiato. Il 17 giugno, alla Residenza San Donato, “Accoglienza a colori”, con l’inaugurazione del nuovo murales realizzato dalle persone accolte guidate dagli artisti Diatta Lamine e Sharko. Il 19, a Casa Rivani, “Al posto tuo”, gioco di ruolo per ripercorrere in prima persona le tappe di un richiedete asilo in Italia. A seguire sarà spiegato ai partecipanti il perché di questo gioco, cosa significa essere rifugiato, perché è stata istituita la Giornata mondiale del rifugiato, quali sono gli step e quali possono essere i risultati. Il 20 giugno, “Rotte Migranti a Bologna”: i richiedenti asilo diventeranno, per l’occasione, guide della città. L’itinerario è stato scelto da loro, i luoghi di interesse sono stati selezionati in base alle loro emozioni nel corso di 7 workshop realizzati tra aprile e maggio. La passeggiata avrà inizio alle ore 15 da Piazza Verdi con arrivo presso il Chiostro dell’Arena del Sole. Qui le mappe saranno discusse nell’incontro “Maps of Transitions”, un mini-tour tra mappe geografiche e linguistiche che vuole dare voce a richiedenti asilo, studiosi, attivisti, immigrati e professionisti del mondo della comunicazione per riflettere sulla relazione tra paura e pregiudizi, individuando la terminologia per una società più inclusiva e accogliente. (Ambra Notari)

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