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Dal barcone al Triathlon, due profughi diventano atleti

Stanno seguendo corsi di allenamento intensivo per imparare a nuotare, correre e andare in bici. Il progetto sostenuto dalla Regione Toscana per favorire l’inclusione sociale e lavorativa

11 giugno 2018

FIRENZE – Un progetto sostenuto dalla Regione per favorire l'inclusione, sociale e lavorativa, attraverso lo sport. ‘The Human Factor - The Freedom Way', ideato dall'associazione sportiva dilettantistica Rolling Dreamers, è lo strumento che ha consentito a due ragazzi, Mbaye Sarr e Oumar Sylla, rispettivamente 34 e 19 anni, senegalese il primo e guineano il secondo, di entrare in contatto con l'associazione sportiva, di imparare a nuotare, ad andare in bici e perfezionare la corsa in vista di una gara di triathlon. E che consentirà loro, una volta concluso il progetto, di ottenere un lavoro. I dettagli dell'iniziativa sono stati illustrati oggi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati.

"E' un messaggio bellissimo – ha commentato l'assessore regionale allo sport Stefania Saccardi – quello che viene affidato allo sport, che è uno strumento naturale per creare legami e condivisioni. Il progetto in questione è stato cofinanziato dalla Regione nell'ambito di un bando emesso un anno fa proprio per intercettare le migliori proposte provenienti dal Terzo settore per dare un aiuto a quelle fasce della popolazione più fragili, socialmente disagiate e più bisognose di protezione. L'esempio di Mbaye e Oumar è soltanto uno dei tanti che quotidianamente vengono proposti da tanti soggetti del territorio che hanno deciso di impegnarsi in modo serio e profondo per consentire a tante persone che si trovano in situazioni delicate di avere un futuro".

Mbaye Sarr e Oumar Sylla, grazie al progetto ‘The Human Factor - The Freedom Way', si stanno in questo momento allenando per prendere parte, il prossimo 22 luglio ad Ancona, alla gara di triathlon Santini Trio Senigallia, sotto la supervisione dei due fondatori dei Rolling Dreamers, Matteo Venzi e Andrea Gelli. ‘The Human Factor - The Freedom Way', è uno dei 180 progetti ammessi a finanziamento sul bando regionale emanato nel 2017 per dare sostegno a progetti presentati da soggetti del Terzo settore e rivolti alla fascia di popolazione più fragile e socialmente disagiata o maggiormente bisognosa di tutela. Il bando, che aveva una dotazione iniziale di 1 milione di euro, ha finanziato progetti relativi a due ambiti di attività: iniziative promosse da soggetti del terzo settore per l'inclusione ed il contrasto del disagio sociale e realizzazione di soggiorni residenziali estivi per bambini e ragazzi di età inferiore a 18 anni. Il progetto in questione rientra nel primo ambito e più in particolare nella promozione dell'inclusione degli immigrati nella multiculturalità (confronto interculturale, dinamiche relazionali fra cittadini, italiani e stranieri, riconoscimento e valorizzazione del patrimonio culturale e delle consuetudini dei paesi d'origine, accesso ai servizi territoriali per il superamento di specifiche condizioni di vulnerabilità e isolamento).

Si tratta di una grande opportunità per i nostri ragazzi – spiega Matteo Conti, presidente della cooperativa sociale Il Cenacolo che ospita i due richiedenti asilo – a volte l'integrazione è più semplice di come pensiamo e lo sport è un ottimo veicolo di socializzazione e integrazione sociale come dimostrato da questa iniziativa. Da una dimensione individuale si passa ad una dimensione collettiva dove le emozioni più importanti come fatica, gioia, sconfitta e delusione, vengono condivise e mai vissute in solitudine.”

 

 

 

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