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“Crinali”, la pratica e l’ascolto musicale per far dialogare culture diverse

Tredici eventi e 10 laboratori in Appennino per valorizzare le competenze dei musicisti under35 del territorio e richiedenti asilo. Marchi (Scuola di musica Monzuno): “La musica annulla i livelli sociali, culturali e di età”. Tra i tutor anche Paolo Fresu, Carlo Maver, Claudio Carboni e altri

13 giugno 2018

BOLOGNA – Sette richiedenti asilo ospiti delle strutture dell’Appennino bolognese e 4 ragazzini che frequentano la Scuola di musica di Monzuno hanno partecipato al primo appuntamento di “Crinali – luoghi di incontro”, il progetto promosso dalla cooperativa sociale Lai-momo in partenariato con l’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, il sostegno di Mibact e di Siae, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”. Obiettivo del progetto è valorizzare le competenze dei giovani musicisti under35 sul territorio dell’Appennino, sia nati in Italia sia provenienti da altri Paesi. Il laboratorio si è svolto l’11 giugno alla sala civica di Castel di Casio con Alessandro Marchi, direttore della Banda Bignardi di Monzuno e maestro della Scuola di musica. “Nonostante la diversità di culture e di età (i ragazzini della scuola frequentano la prima media, i richiedenti asilo hanno dai 18 anni in su) c’è stato feeling tra i due gruppi e si è creata una bella integrazione”, racconta. Una delle differenze era anche data dall’approccio alla musica, come spiega il maestro: “I miei ragazzi sanno leggere la musica, mentre i richiedenti asilo hanno mostrato un approccio più spontaneo, da una pulsazione o un ritmo hanno iniziato a lavorare a orecchio”. Ed è proprio da una pulsazione, dal ritmo che ha preso avvio il laboratorio, “ne è nata una cellula ritrmica da cui poi abbiamo inventato un brano musicale che abbiamo eseguito al termine del laboratorio”. 

Il tema del laboratorio proposto da Marchi era il suono. “Il suono inteso come pulsazione ritmica – spiega il maestro – C’erano strumenti a fiato e a percussione. Poi avevo portato con me una tastiera e uno dei richiedenti asilo l’ha suonata: non ne aveva mai vista una e ho potuto vedere la meraviglia nei suoi occhi, la meraviglia di poter suonare uno strumento che non aveva mai toccato”. Tra i richiedenti asilo, ce n’erano un paio che avevano già suonato, la chitarra o le percussioni, mentre gli altri si sono improvvisati sul momento.

“Quand’ero piccolo mi dicevano che la musica è l’unico linguaggio universale che tutti possono capire – continua Marchi – Questo laboratorio ne è stata la prova perché i ragazzi della scuola e i richiedenti asilo, insieme, hanno costruito un brano e sembravano un gruppo scafatissimo, di lunga esperienza quando in realtà si erano incontrati quel pomeriggio per la prima volta”. E aggiunge: “La meraviglia era anche negli occhi dei miei ragazzi perché i più grandi li trattavano come coetanei. Davvero la musica annulla i livelli sociali, culturali e di età. Ed è bellissimo”. 

Le iniziative musicali di “Crinali” saranno realizzate tra giugno e settembre 2018 in luoghi di valore storico-culturale in 11 comuni dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese (Grizzana Morandi, Camugnano, Vergato, Marzabotto, Gaggio Montano, Castel D’Aiano, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Monzuno, Castel di Casio, Lizzano in Belvedere) e nei comuni di Alto Reno Terme e Sasso Marconi. Ogni iniziativa prevede un laboratorio in cui i giovani musicisti potranno confrontarsi con artisti provenienti da background musicali diversi e un evento serale aperto al pubblico, durante il quale si esibiranno i musicisti che hanno guidato il workshop nel pomeriggio. Oltre ad Alessandro Marchi, gli altri artisti che realizzeranno i laboratori sono Paolo Fresu (Rocchetta Mattei di Grizzana Morandi), Carlo Maver (Palazzo Comelli di Camugnano), Claudio Carboni (Sala consiliare di Vergato), Riccardo Tesi (Casa della memoria di Marzabotto), Maurizio Geri (Ex Cottolengo di Gaggio Montano), Kalifa Kone (Sala civica di Castel D’Aiano), Luca Troiani (Borgo Madonna dei fornelli di San Benedetto Val di Sambro), Fabio Mina (Fab Lab 15 di Castiglione dei Pepoli), Reda Zine (associazione Artemisia di Monzuno). (lp)

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