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Sottosegretari "sociali": tanti volti nuovi e qualche domanda in sospeso

Sono pochi i nomi noti al mondo del terzo settore tra i sottosegretari e viceministri che oggi hanno giurato a Palazzo Chigi completando la squadra del governo Conte. A Spadafora le Pari opportunità e giovani. A Zoccano, Famiglia e disabilità. Cominardi e Durigon sottosegratari a Lavoro e Politiche sociali. Ma chi completerà la riforma del terzo settore?

13 giugno 2018

ROMA - Hanno giurato oggi nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi i 6 viceministri e i 39 sottosegretari di Stato che vanno a completare la squadra del governo Conte a guida M5s-Lega, nominati con il terzo Consiglio dei ministri tenutosi martedì 12 giugno. Non mancano le deleghe “sociali” tra le varie nomine. Ancora una volta non c'è quella sulle droghe, e mancano notizie anche in merito al servizio civile e al gioco d’azzardo: a breve tuttavia potrebbero arrivare novità. Tra i nomi dei sottosegretari, non sono molti quelli noti al mondo del sociale e del terzo settore, mentre sono diversi i volti nuovi e alla prima esperienza parlamentare o governativa.

Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è quello che vede una forte riduzione di sottosegretari: dai quattro voluti da Matteo Renzi, si è passati ai tre del governo Gentiloni, per finire a due: Claudio Cominardi, eletto a Montecitorio nella XVIII legislatura nelle liste del M5s e Claudio Durigon, eletto alla Camera dei deputati con la Lega. Cominardi è un grillino doc: è alla sua seconda esperienza parlamentare e già nella precedente si è distinto sul tema lavoro come relatore di minoranza contro il Jobs Act. Durigon, invece, è alla sua prima esperienza da parlamentare, ma arriva dal mondo dei sindacati. Prima di diventare responsabile del dipartimento lavoro della Lega, infatti, è stato vicesegretario generale dell’Ugl. Visti i profili e il numero dei sottosegretari al Lavoro e alle Politiche sociali, viene da chiedersi chi tra loro potrà occuparsi di portare a termine la riforma del terzo settore. 

Tra i sottosegretari alla presidenza del Consiglio dei ministri (compresi anche quelli dei ministeri senza portafoglio), invece, c’è Vincenzo Spadafora. Una nomina che ha già raccolto qualche critica, visto che sarà un uomo ad occuparsi delle Pari opportunità, oltre che dei giovani. Spadafora è alla sua prima esperienza parlamentare con il M5s, ma in passato tutti lo ricordano come presidente di Unicef Italia (dal 2008 al 2011) e poi come Garante nazionale per l’infanzia e l’Adolescenza, incarico ricoperto tra il 2011 e il 2016. Altro nome noto al mondo del sociale è quello di Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla Famiglia e disabilità. Eletto presidente del Forum italiano sulle disabilità nel settembre dello scorso anno, Zoccano non è tra gli eletti in Parlamento, tuttavia, andrà ad affiancare il ministro della Lega, Lorenzo Fontana, e con ogni probabilità di occuperà in maniera più specifica proprio di disabilità. Tutto rosa è invece il ministero del Sud. Ad affiancare il ministro del M5s, Barbara Lezzi, sarà il sottosegretario Giuseppina Castiello. Originaria della provincia di Napoli, Castiello è in Parlamento da più di 10 anni e nella XVIII legislatura è passata alla Lega dopo essere stata tra le fila di Alleanza nazionale, del Popolo delle libertà e Forza Italia.

I sottosegretari all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca invece, sono Lorenzo Fioramonti e Salvatore Giuliano. Economista e professore universitario (è ordinario di economia politica) Fioramonti è alla sua prima esperienza come parlamentare. Autore di diversi libri tra cui “Benessere Economia: successo in un mondo senza crescita” e “Il mondo dopo il PIL: economia, politica e relazioni internazionali nell'era post-crescita”. Ad affiancare Fioramonti, un dirigente scolastico dell’istituto tecnico industriale Majorana di Brindisi. Giuliano, però, non è nuovo al Miur: è stato consulente anche della ministra Fedeli. Dallo stesso Renzi è stato tirato in ballo in campagna elettorale per aver sostenuto pubblicamente la riforma della “buona scuola”. Ad affiancare Giulia Grillo, ministro della Salute (M5s), saranno invece Armando Bartolazzi e Maurizio Fugatti. A proporre Bartolazzi il Movimento 5 stelle, che in campagna elettorale aveva suggerito il suo nome proprio come ministro della Salute. È dirigente medico all'Unità di Istologia e Anatomia patologica dell'ospedale universitario Sant’Andrea di Roma. Fugatti, invece, arriva dalla Lega e già in passato ha avuto esperienza parlamentare dal 2006 al 2013.

Agli affari esteri e cooperazione internazionale sono stati nominati quattro sottosegretari. Tra questi, il profilo che più potrebbe essere idoneo per la Cooperazione internazionale è quello di Emanuela Claudia Del Re, presentata dal M5s in campagna elettorale come possibile ministro degli Esteri. Del Re insegna Diplomazie multiple all’Università degli studi di Roma Tre e Sociologia dei fenomeni politici del Medio Oriente all’Università telematica Cusano. Non ha bisogno di presentazioni, invece, Manlio Di Stefano, uno dei protagonisti della scalata del M5s in Parlamento di queste ultime due legislature. Deputato nella 17ma legislatura, Di Stefano però è risultato sconfitto nel suo collegio alle ultime elezioni. Gli altri sottosegretari agli Esteri, infine sono Ricardo Antonio Merlo, presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (già parlamentare nella circoscrizione estero fino al 2018) e Guglielmo Picchi, considerato il consigliere di Matteo Salvini in politica estera, approdato alla Lega dopo diversi anni in Parlamento con Forza Italia.

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