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"Anche i matti possono viaggiare": in undici verso Santiago de Compostela

Il Centro Psico Sociale milanese prepara i bagagli per raggiungere la meta in sette tappe. Scovino (Fatebenefratelli): “È un viaggio e un pellegrinaggio: riscopriamo il valore del tempo insieme”

15 giugno 2018

MILANO - Ottanta chilometri di camminata verso Santiago di Compostela, il tutto in sette tappe: questo è ciò che 11 utenti del Centro Psico Sociale (Cps) milanese di Viale Puglie stanno per affrontare insieme a due accompagnatori. Il 15 giugno partiranno per percorrere uno dei percorsi di pellegrinaggio, denominato “El Camino Ingles”, fino alla nota città di Santiago.

Il progetto nasce dall'idea del dottor Carlo Scovino, medico dell'Unità Psichiatrica all'ospedale Fatebenefratelli di Milano. È lui che negli ultimi anni si è occupato degli 800 utenti al Cps della quarta municipalità. “Ci chiediamo ogni giorno – spiega Scovino – come migliorare la vita dei nostri utenti”. Ma la risposta non viene trovata “solamente nelle prestazioni a carattere clinico”, ma “anche nel costruire intorno a loro un vero e proprio tessuto sociale”. Dove “possano ritrovare – aggiunge il medico milanese – iniziative come concerti, happy hour e visite guidate a cui partecipano anche cittadini esterni al Cps”. Tra le diverse attività proposte anche i viaggi, per l'appunto. L'idea di un “viaggio-pellegrinaggio”, come lo definisce il dott. Scovino, verso Santiago di Compostela è nata circa un anno fa grazie anche al supporto economico e spirituale della parrocchia di S. Eugenio e di don Alberto Massiglio. “È  da gennaio 2018 che ci prepariamo tutti insieme con diverse passeggiate in città e dintorni, per abituarci alla fatica che ci aspetta” spiega Scovino.

Un altro obiettivo dell'iniziativa è quello di far acquisire ai pazienti una loro autonomia, anche economica: “Il progetto non è gratuito – precisa Scovino – e ognuno dei partecipanti si è impegnato, come poteva, a contribuire al costo del viaggio”.

Perché hanno scelto proprio la città spagnola come meta? “Il tragitto verso Santiago – risponde – è senza dubbio noto per essere impegnativo, sicuramente dal punto di vista delle energie che si spendono durante il cammino”.  Ma il fattore che il medico considera più importante è “la straordinaria capacità di far riscoprire a chi lo percorre il valore del tempo”. Nei dieci giorni che trascorreranno in viaggio potranno “capire l'importanza di stare assieme”, assicura l'organizzatore. Fondamentale per il funzionario del Cps “sfatare la tendenziale idea che i cosiddetti 'matti' non possano viaggiare”. E conclude, scherzando: “Anzi, a volte capita che i problemi maggiori sorgano fra noi colleghi, e non con gli utenti”.

L'iniziativa verrà documentata con un report che sarà presentato, assieme alle foto scattate durante il viaggio, in un evento pubblico il 13 novembre 2018 al Politeatro di Viale Lucania. Serata in cui interverranno gli stessi utenti del Cps, che commenteranno in prima persona la loro esperienza. (Francesco Mauri)

© Copyright Redattore Sociale

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