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Palermo, i richiedenti asilo partecipano al restauro di una chiesa

Camara Hamidou e Cissoko Tamba, giovani senegalesi ospiti di uno Sprar partecipano al restauro della chiesa di S. Giovanni all’Origlione. "Frutto di una caparbia volontà di lavorare insieme"

16 giugno 2018

PALERMO - La Chiesa di S. Giovanni all’Origlione riapre le sue porte a Palermo anche grazie alla collaborazione di due migranti del Senegal ospiti di uno Sprar Camara Hamidou e Cissoko Tamba. I due giovani cittadini senegalesi, in atto ospiti dello SPRAR gestito dalla cooperativa La Fenice di Piana degli Albanesi, inseriti nel progetto di orientamento formativo ed al lavoro. hanno letto un loro discorso di ringraziamento per l’Italia, il Paese che li ospita e consegnato una targa al prefetto ed a tutti i partners del progetto. Nelle loro parole è emersa non solo gratitudine per l’accoglienza ma anche per l’opportunità avuta di lavorare e studiare. Un percorso nel quale vorrebbero proseguire, felici dell’esperienza di relazione interculturale che hanno potuto sperimentare.

La cerimonia di apertura della storica chiesa, rimasta per molti anni chiusa, si è svolta ieri pomeriggio con la partecipazione del prefetto De Miro, del sindaco Orlando e di alcuni giovani. Si tratta di un progetto pilota di arte, cultura e integrazione.
L'evento è stato arricchito dalla performance musicale dei 25 giovani componenti del coro IN…CANTO dell’istituto comprensivo Lombardo Radice di Palermo, accompagnati dalla maestra Pizzitola. Nella chiesa, l’artista Simon Starling, ha esposto la propria opera “La decollazione” collocata nell’ambito di Manifesta 12 per Palermo Capitale della Cultura 2018.

“Oggi – ha dichiarato il prefetto Antonella De Miro nel suo intervento – inauguriamo la riapertura al pubblico dell’importante chiesa del ‘600 San Giovanni dell’Origlione di proprietà del Fondo Edifici Culto (F.E.C.) del Ministero dell’Interno. Questo evento ha un sapore speciale, perché è il frutto di una caparbia volontà di lavorare insieme ad un progetto: F.E.C., prefettura di Palermo, Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione ed Arcidiocesi. Ma non solo istituzioni pubbliche ed ecclesiastiche, ma anche la società civile con l’associazione Italia Nostra ha raccolto i fondi per i primi interventi di restauro dell’affresco 'Il trionfo di Davide' attribuito a Pietro Novelli. Un esempio di cura e valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico appartenente ad un territorio ed alla sua comunità”.

“Inoltre – ha proseguito il prefetto – siamo andati oltre. Abbiamo realizzato un progetto pilota di possibile integrazione. Con lo strumento del project work, infatti, due giovani cittadini senegalesi, ammessi alla protezione umanitaria, sono stati inseriti tra le maestranze che hanno realizzato il progetto di restauro, partecipando così ad un percorso di formazione”.

Anche il sindaco Leoluca Orlando ha sottolineato che “è senz’altro una bella pagina di collaborazione che dimostra una prospettiva di crescita sociale, oltre che di integrazione a conferma del sistema di accoglienza della città di Palermo”. Don Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’arcidiocesi di Palermo ha ringraziato pure lui le istituzioni “per il cuore messo nella realizzazione dell’iniziativa che restituisce al pubblico una chiesa chiusa da anni e in stato di abbandono”. (set)

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